Benfapp, Sindoni: “Una squadra di sviluppo con super americani. Ambiziosi di natura”

Capo-SassariIl DS Giuseppe Sindoni - Foto Denaro

Archiviato il girone d’andata il Direttore Area Sport e Sviluppo della Benfapp Capo d’Orlando Giuseppe Sindoni ha analizzato a lungo la prima parte di stagione e riferito sulle prospettive future della formazione paladina.
“Non ho rilasciato molte dichiarazioni ma questo non significa che non vogliamo informare la nostra gente sulle nostre ambizioni, tutt’altro. Credo fosse il momento giusto per parlare anche se per la mia indole ritengo che dopo un solo girone sia prematuro affrettare giudizi. Le partite disputate sono ancora poche come numero ma il nostro gruppo mi soddisfa, è coeso e se la sta giocando con tutti fra l’altro ad un ottimo livello, essendo al quarto posto in classifica in coabitazione con due squadre. Reputo che la scelta di Sodini sia stata azzeccata nell’amalgama del gruppo, lo sapevamo ed i risultati lo dimostrano. Il cammino con nove vittorie e sei sconfitte poteva anche essere ulteriormente migliorato pensando ad alcune sconfitte maturare all’overtime o a gare con Latina dove non ci siamo espressi al meglio, può succedere. Adesso ci giocheremo tanto e già con Agrigento vogliamo dimostrare di essere la vera regina del basket siciliano”.

Benfapp

Giuseppe Sindoni – Direttore Area Sport Banfapp

Il direttore scende nello specifico, snocciolando i numeri raccolti dalla propria squadra: “Non ci succede spesso ma fuori casa (otto gare affrontate contro le sette interne) ci stiamo esprimendo meglio con ben cinque affermazioni e tre ko, tra cui il derby di Agrigento maturato al 50′. In casa siamo tredicesimi come borsino (4 W e 3 L) davanti alle sole Tortona, Cassino e Legnano. Non penso però sia un caso, questo 2018 si è chiuso con un andamento casalingo da rivedere a tutti i livelli, per giocatori, staff e tifosi. In futuro dobbiamo stringerci tutti perchè al PalaSikeliArchivi le nostre potenzialità sono di alto livello”.
Spazio ai singoli. Questo il pensiero su Parks: “Se Jordan è arrivato qui è perchè noi credevamo ciecamente nel suo recupero dall’infortunio. Lui sta migliorando gli ottimi numeri di Trieste, sua precedente esperienza in Italia dove giocava molto per la squadra ma in un sistema diverso. Il suo rendimento è veramente eccellente ma non credevo potesse raggiungere questo livello offensivo. Avevo molte referenze sul ragazzo e mi dicevano che lui fosse molto similare ad Archie anche come spessore umano ed è così”.
Il gruppo della Benfapp è giovanissimo. Sindoni jr ne è pienamente consapevole: Laganà compie adesso diciannove anni, questo mi fa riflettere e deve far riflettere tutti. Pensiamo alle pressioni che in cabina di regia deve quotidianamente affrontare prima di lanciarci in analisi poi è giusto farle. Questo gruppo sta lottando per il vertice, bastava un successo in più e avremmo raggiunto le Final Eight ma questo non è una sconfitta. Siamo ambiziosi, al ritorno vorrei vincere più partite dell’andata e credo che i ragazzi possano farcela. I ragazzi come Neri stanno trovando sempre più spazio e sono sicuro che tutti avranno il loro spazio. Penso a Donda che si è fermato per un infortunio, ha effettuato un intervento di pulizia al ginoccchio e per qualche mese non sarà disponibile”.

Benfapp

Capitan Bruttini

Estrema chiarezza anche in riferimento all’ipotesi di un pronto ritorno sul mercato. “Non siamo sul mercato e soprattutto non lo siamo per il settore lunghi. Il nostro reparto vicno canestro può contare su Parks, Bruttini, Donda e Mobio che è mancato per larga parte della prima parte. Bruttini secondo me ha vinto da solo a Tortona e Trapani, difendendo sui pick and roll. Il club vuole dare spazio a Mobio che rileva la migliore coppia lunghi del torneo. Magari nel proseguo scenderà il minutaggio dei titolari a favore di Mobio ma sicuramente resterà su alti livelli qualitativi. Abbiamo anche pensato inoltre di poter sostituire Donda ma abbiamo rinunciato. Potremo aggregare un giovane per gli allenamenti ma con tanti ragazzi della nostra cantera da valutare non abbiamo fretta. Il mercato durante la stagione secondo me ha le stesse logiche di quello estivo ma con maggiori difficoltà a reperire giocatori funzionali. Era impensabile non dare spazio a Donda e Laganà che avevamo già in casa dopo l’annata di serie A1 con le aggiunte di Bellan e Lucarelli di cui siamo felicissimi. Il secondo ha un contratto biennale con un escape a suo favore ma è nostra intenzione eliminarla per prolungare il rapporto pluriennale come già avviene con Bruttini”.

Questa la definizione della sua Orlandina 2.0: “La nostra è una squadra di sviluppo che si poggia su due super americani, qualche veterano e molti, molti giovani. il mercato sarà aperto sino al 30 marzo e trarremo le nostre considerazioni dalle nostre prossime gare. A novembre abbiamo rifiutato l’offerta per il nostro capitano Bruttini da una squadra di prima fascia di massima serie, questo per fare capire che ormai i club non ci pensano troppo a fiondarsi sui migliori italiani di A2. Ribadisco che se continueremo a restare in corsa per alti obiettivi tra due mesi, la nostra storia e filosofia lo testimonia, faremo di tutto per aggiungere un giocatore che possa ulteriormente irrobustirci e farci fare un salto di qualità”.

SikeliArchivi

Tifo paladino (foto Roberta Fazio)

Uno sguardo al passato è d’obbligo, alla recente e sfortunata stagione passata coincisa con la retrocessione: “Nel 2018 con una situazione di classifica in serie A precaria ed un deficit di pubblico era facile indebitarsi magari per ottenere qualche effimero successo in più. Oggi siamo la gestione più lunga della pallacanestro italiana, arrivata a quota 23 anni e vogliamo che questo record si allunghi. Non ci lamentiamo, anzi sfruttiamo le contingenze. Il club mira sempre ad una maggiore sostenibilità senza alcuna forzatura esterna. Se questa è la nostra dimensione resteremo questi e per noi già è un orgoglio recitare ad alto livello in A2 perchè l’Orlandina è una fede. Ringraziamo i 1500 spettatori medi con un ritrovato piacere a venire al palazzetto. certo ci ricordiamo i nostri fasti del passato e se le congiunture del passato ritorneranno noi saremo pronti a riviverli ma sempre mantenendo la nostra filosofia. Il mio sogno è avere una squadra di massima serie con cinque stranieri, un veterano e quattro prodotti del settore giovanili perchè il basket sta andando proprio in questa direzione”.

Chiusura su Marco Sodini, persona che sta stupendo tutti dentro e fuori dal campo: “E’ una persona fuori dal comune e dall’elevato livello culturale. Lui ha qualità umane indiscutibili, pensa in modo diverso dagli altri, regala libri ai giocatori ed ogni giorno mi stupisce. La sua pallacanestro piace ai tifosi e sono contento che sia lui il nostro condottiero perchè è pieno di idee e non è prigioniero degli schemi come invece la maggioranza dei tecnici”.

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