Al Teatro “Esercizi di lettura ad alta voce. Per leggere una favola ai bambini”

Si è svolto dal 13 al 15 gennaio presso la Sala Sinopoli del Teatro di Messina il corso di Formazione per docenti “Esercizi di lettura ad alta voce. Per leggere una favola ai bambini”, condotto da Chiara Guidi della Socìetas Raffaello Sanzio, nell’ambito delle attività del progetto “L’Atelier, Itinerari culturali”, promosso dal Teatro Vittorio Emanuele e curato da Corrado Russo. Ad essere coinvolti nell’importante progetto sono stati gli insegnanti, gli operatori culturali e gli attori e attrici che lavorano nel mondo dell’infanzia e della pre-adoloscenza.

Chiara Guidi

Chiara Guidi

Lo scopo è stato quello di scoprire la “voce” come chiave drammaturgica per dischiudere il suono e il senso di un testo. Chiara Guidi ha così spiegato il suo lavoro: “Quando i bambini ascoltano la lettura di una favola, vogliono che la voce di colui che narra si trasformi in mille voci per vedere le parole camminare. Solo in questo modo, anche ad occhi chiusi, possono entrare in uno spazio che nessun altro vede. Ma perché questo accada, colui che narra deve conoscere la propria voce, la deve suonare come se fosse uno strumento musicale e la deve toccare per spingerla, alzarla e abbassarla come si fa con un oggetto. Per fare questo occorre molta pratica, esercizi di lettura ad alta voce che solo la presenza dei bambini rendono necessaria. E favola dopo favola nasce quel cantare sottocutaneo che ogni voce può intonare”. L’insegnante, fondatrice insieme a Romeo e Claudia Castellucci della Socìetas Raffaello Sanzio, ha da tempo concentrato i suoi studi sulla voce, intesa come corpo, azione e disegno. La Socìetas stessa da più di trent’anni realizza spettacoli nei principali festival e teatri internazionali di tutti i continenti. Chiara Guidi identifica nella voce la materia da conoscere e plasmare, ma anche un veicolo che porta la parola a vivere al di là del significato. È la messa in atto di una visione che non si appoggia sul significato, ma sul suono e che in questo levare riporta il teatro alla propria origine. Da qui l’idea di infanzia del teatro e il rivolgersi ai bambini come fonti originarie, costruendo intorno ad essi, senza mediazioni, le condizioni fondamentali per lo sviluppo di un immaginario profondo. Intanto il Teatro di Messina dedica, il prossimo 18 febbraio, al pubblico dei più giovani, la replica dell’opera da camera “Historie du soldat” di Igor Stravinsky. Prima dello spettacolo ci sarà un breve percorso propedeutico costituito dai due laboratori “Musica Maestro!” condotti da Elena Arcuri, didatta, musico terapeuta e dall’attore e regista Gianni Fortunato Pisani, finalizzati alla preparazione degli spettatori invitati a partecipare attivamente durante lo spettacolo con semplici azioni teatrali mimiche compiute contemporaneamente al Narratore (Gianni Fortunato Pisani) nei momenti prestabiliti. Le iscrizioni per partecipare ai due laboratori scadono il 23 gennaio. Il primo laboratorio, che si terrà il 25 Gennaio, condotto da Elena Arcuri, è rivolto agli insegnanti e sarà suddiviso in una parte teorica e una parte pratica. Il secondo laboratorio, condotto da Gianni Fortunato Pisani, è solo per gli studenti e accompagnerà gli allievi in una breve sequenza di azioni da svolgere insieme a lui durante la messa in scena finale. Da lui impareranno i segreti del testo, dei personaggi e il ruolo che svolgeranno dalla nuova posizione privilegiata di spettatori/animatori.

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