L’Associazione Italiana Calciatori monitora la situazione societaria dell’Acr Messina. L’organo è presieduto da Umberto Calcagno, centrocampista che vinse uno scudetto con la Sampdoria e che nel novembre 2020 ha ereditato la carica dall’ex romanista Damiano Tommasi. A seguire però da vicino i club di serie C è il referente Danilo Coppola, centrocampista con 350 presenze tra i professionisti, che ha indossato anche la maglie di Catanzaro e Acireale.

La società gestita da Aad Invest Group e Pietro Sciotto ha poco più di una settimana di tempo per mettersi in regola ma l’Aic esprime perplessità in merito: “Potrebbero saldare prima dell’iscrizione in serie D, come ha fatto in extremis il Brindisi un anno fa. È difficile che la società onori un debito così consistente per ripartire dalla serie D. Ci auguriamo che lo faccia, altrimenti Messina scivolerebbe ancora più in basso”.
Ci sono già stati dei contatti con il gruppo squadra: “Abbiamo avuto dei contatti con i ragazzi anche se il Fondo di Garanzia e Solidarietà formalmente si attiverà se la società non dovesse pagare entro il 10 luglio. I giocatori conoscono le procedure per recuperare il loro credito, che per la verità non sono velocissime. Sono comunque strumenti che possono aiutarli”.

Per la Lega Pro è stato un annus horribilis: “Auspichiamo che Crimi e compagni ottengano i versamenti dovuti ma non siamo così sicuri che l’Acr li effettui. Possiamo soltanto aspettare, non possiamo attivarci prima. Come Aic monitoriamo tutte le società che non si sono iscritte: Brescia, Spal, Lucchese, Taranto, Turris…”.
Dopo alcune annate più positive la crisi del calcio è riesplosa in terza serie: “Le società in difficoltà si erano ridotte, ora sono aumentate e l’anno prossimo potrebbe andare ancora peggio perché entrano in vigore parametri diversi, che porteranno ad una scrematura naturale. Molti imprenditori sono in difficoltà e anche il calcio ne risente”.

Quali sono le novità regolamentari introdotte in serie C? Si va dal raddoppio della fideiussione a nuovi strumenti di analisi dei bilanci. Coppola spiega: “Vengono richieste garanzie più stringenti e un indice di indebitamento più basso. Si sta cercando di portare il sistema ad un progressivo livellamento. Avere società che pagano regolarmente non è semplice, il momento economico non è propriamente florido”.
Il Sud soffre tantissimo ed è quasi scomparso dalla serie A ma anche al Nord scompaiono società storiche: “È un problema generalizzato. Ci sono società che prevedono esborsi maggiori e se il presidente non è sufficientemente solido rischiano di scomparire in poco tempo. Se aumenti il monte ingaggi e ti indebiti il rischio aumenta e dopo due-tre anni si riparte dall’Eccellenza…”.

Fondamentale è la programmazione: “Se puoi spendere un milione l’anno non devi impegnarti per 1,5… Ci vuole equilibrio, rapportato alla potenzialità dell’imprenditore. In C non c’è sostenibilità economica dall’esterno, che può verificarsi soltanto in A e in parte in B con i diritti tv e le sponsorizzazioni, che peraltro si stanno riducendo. A meno che non ci sia un gruppo di soci che può far fronte alle spese nel corso degli anni”.





