Ad un anno dalla scomparsa di Totò Schillaci. Il 18 settembre 2024, all’età di 59 anni, dopo una lunga malattia, ci lasciava l’iconico bomber del Messina, per un’intera nazione l’indimenticabile eroe delle Notti Magiche di Italia ’90. Dalla città dello Stretto e un “Celeste” che ribolliva di entusiasmo – 77 gol totali (61 in campionato, 16 in Coppa Italia) in sette stagioni, con due promozioni all’attivo (dalla C2 alla B), secondo cannoniere assoluto preceduto solo da Renato Ferretti (89 reti) nella storia del Messina – ha spiccato il volo verso il grande calcio.

Juventus (vincendo Coppa Italia e Coppa Uefa), Inter e, soprattutto, la straordinaria avventura in maglia azzurra ai Mondiali del ’90. La convocazione in extremis, il gol decisivo all’Austria da subentrato, quello di testa nel 2-0 alla Cecoslovacchia. E poi, da sorpresa a titolare inamovibile, in coppia con Roberto Baggio, a segno contro Uruguay, Irlanda e Argentina, provando l’amarezza della sconfitta ai rigori in una semifinale maledetta. Prodezze memorabili e quegli occhi sgranati che lo fecero conoscere al mondo intero. Il sesto sigillo ai danni dell’’Inghilterra, nella finalina per il 3^ e 4^ posto, gli valse il titolo capocannoniere e l’Oscar di migliore giocatore della competizione.

Si era sposato due volte: la prima nel 1987 con Rita, da cui si era separato nel 1995, e la seconda nel 2012, con Barbara Lombardo, che ad un anno esatto da quel triste giorno, ha voluto ricordare sui social gli ultimi istanti trascorsi al fianco di Totò: “La nostra ultima notte insieme, il tuo ti amo sussurrato perché non avevi più la forza di parlare. Io sono qui al tuo fianco, non ti mollo perché percepisco che sarà l’ultimo giorno insieme. Sempre e per sempre amore mio”.
Palermo, la città nativa di Schillaci, ha reso omaggio a uno dei suoi figli più amati con la realizzazione del murale “Yume: Un Sogno per Palermo”. “Un gesto dal grande valore simbolico e affettivo, che va ben oltre l’arte urbana: è il segno tangibile di quanto Totò abbia lasciato un segno profondo nella storia e nel cuore della nostra comunità” ha commentato il sindaco Roberto Lagalla, ringraziando “la Fondazione Made in Sicily Museum per aver voluto fortemente questo progetto e per aver coinvolto in maniera corale istituzioni, aziende e cittadini”.

“Come amministrazione – ha proseguito Lagalla – siamo orgogliosi di aver sostenuto questa iniziativa, che rappresenta solo la prima di una serie di attività che da qui alle prossime settimane celebreranno la figura di Totò Schillaci. In pieno accordo con la sua famiglia, stiamo lavorando per promuovere ulteriori eventi e progetti che ne ricordino il valore sportivo, umano e simbolico. Perché Totò merita di essere ricordato con continuità, con affetto e con quella dignità che solo i grandi riescono a trasmettere, anche dopo la loro scomparsa. Palermo non dimentica chi l’ha resa fiera nel mondo. Totò Schillaci resterà per sempre un esempio di passione, sacrificio e amore per la propria terra”.

Jessica è la maggiore dei figli di Schillaci, seguita da Mattia e Nicole. In questi giorni esce il suo libro “Solo io posso scrivere di te”, scritto per raccontare quel Totò che nessuno ha conosciuto come lei, nell’intimità, nella fragilità e nella paura dei suoi ultimi giorni in ospedale. La storia dell’uomo dietro al campione, oltre gli stadi e i riflettori, vista dagli occhi più sinceri, quelli di una figlia. Il testo, edito da Cairo Editore, verrà presentato venerdì 25 settembre, alle ore 18, a Messina, nel Salone delle Bandiere di Palazzo Zanca. Perché Totò Schillaci continua a vivere nei cuori di tutti.





