San Fratello, Carroccio: “L’Eccellenza promessa mantenuta. Furnari è speciale”

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Fascia di capitano al braccio e numero 4 sulle spalle. Per Delfio Carroccio il ritorno in Eccellenza è stata la chiusura di un cerchio, una promessa mantenuta a distanza di dodici mesi fa, quando la sconfitta nei playout con la Leonfortese aveva sancito la retrocessione e il ritorno in Promozione. All’epoca la società si chiamava RoccAcquedolcese, ma dopo la fusione estiva che ha dato vita al San Fratello – Acquedolcese, era quasi obbligatoria la sua permanenza e la voglia di riprendersi ciò che il campo aveva tolto la scorsa primavera.

San Fratello Acquedolcese
Delfio Carroccio del San Fratello Acquedolcese in marcatura

Proprio lui che è di San Fratello è diventato il giocatore simbolo del nuovo percorso della società nebroidea. È calato il sipario sulla stagione e la sconfitta ai rigori nella finale di Coppa Italia con la Messana, rivale per tutto il campionato, non ha scalfito la gioia per ritorno in Eccellenza, arrivato grazie all’approdo nella finale contro i giallorossi, già a loro volta approdati in quinta serie dopo l’appassionante testa a testa in campionato con i ragazzi di Peppe Furnari.

Ora per Carroccio arriva il meritato riposo: “È stata una stagione lunga ed estenuante, sia sotto l’aspetto psicologico che mentale. L’estate scorsa ho ricevuto delle offerte per restare in Eccellenza ma sinceramente dal momento in cui abbiamo perso i playout mi sono sentito in dovere di riportare lì questa società. Avevo vissuto un bel biennio e non potevo andare via. Inoltre io sono di San Fratello, perciò quando si è materializzata la fusione con la società del mio paese sono rimasto con maggiore convinzione e voglia di vincere. Ovviamente siamo delusi per l’epilogo della stagione: ci avrebbe fatto piacere chiudere con un trofeo ma i rigori sono sempre una lotteria. La cosa più importante è che abbiamo raggiunto la promozione”.

San Fratello Acquedolcese
Lo stacco di Delfio Carroccio

Anche sul suo futuro Carroccio non sembra avere molti dubbi: “L’Eccellenza è un campionato duro e ci sono trasferte più lunghe. Devo valutare ma la priorità ce l’ha sempre questa società con cui si è creato un rapporto speciale. A livello fisico ho vissuto una stagione molto simile all’Eccellenza, tutta la squadra ha dovuto lavorare con un’intensità da categoria superiore perchè la nostra diretta concorrente era la Messana, che ha valori importanti. Abbiamo sempre creduto che in modo o nell’altro saremmo tornati in quinta serie. Psicologicamente non è stato semplice perché non potevamo sbagliare, non c’è mai stato scoramento o paura di non farcela ma un po’ di delusione sì, perché raccogliere quasi 70 punti e arrivare secondo ti lascia l’amaro in bocca. Siamo stati costretti a rimanere concentrati su più fronti e anche se è stato dispendioso ha pagato: grazie al nostro percorso in Coppa Italia è arrivata la promozione”.

Carroccio spende parole d’elogio anche per il tecnico Peppe Furnari: “Non lo conoscevo ma è stata una bellissima sorpresa sotto l’aspetto tecnico, tattico ma soprattutto umano. Ha dovuto fare delle scelte di formazione dolorose ma a calcio si gioca in undici e con il suo modo di fare non ha mai creato malcontento. È un allenatore speciale, oltre ad essere molto preparato tatticamente e tecnicamente, ci ha sempre trasmesso grande serenità. Merita categorie superiori e spero che la società riparta da lui”. 

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