Sabatino: “Un punto che aumenta la nostra autostima. Non ci sentiamo i favoriti”

Sergio Sabatino in azione a Castellabate

L’Acr Messina non molla mai. Il pari di Castellabate, raggiunto in pieno recupero dopo aver collezionato una serie infinita di palle gol, ha certificato la crescita di questa squadra, al sesto risultato utile consecutivo ed ancora prima in classifica. Un punto prezioso, al cospetto di un avversario che in casa è ancora imbattuto e prima di domenica non aveva mai subito una rete nel proprio stadio. Parola del leader difensivo Sergio Sabatino: “La classica partita che facciamo dall’inizio dell’anno, alla ricerca del gol, con i nostri pregi e i nostri difetti, perché non siamo andati subito in vantaggio, però abbiamo avuto il merito di non mollare fino al 94′. La Polisportiva Santa Maria Cilento farà tanti punti su quel campo, dove ancora non aveva preso gol. Durante la partita mi son detto se non lo prenderanno questa volta non ne subiranno mai. Una squadra tosta, con un attaccante importante, dunque siamo contenti di questo pareggio” ha commentato in collegamento con la trasmissione sportiva “Contropiede” in onda su Tcf.

Sabatino sul pallone insieme ad Aliperta

Dalla rete di Maggio al brivido finale corso dai giallorossi, con la grande parata di Lai ad evitare la beffa. Sabatino esamina con la massima lucidità i due episodi: “Se andiamo ad analizzare il loro gol c’era poco da fare, Maggio l’ha messa giù col petto e l’ha incrociata al volo, un gesto tecnico che in queste categorie si vede poco. Nell’ultima occasione, invece, potevamo muoverci un po’ meglio in difesa, ma è stata determinante la stanchezza. Avevamo pareggiato al 92′ e non potevamo perdere una partita del genere, subendo un gol in contropiede. Siamo però una squadra che vuole sempre vincere e questo ci poteva costare caro. Chi è andato al tiro è il difensore (Campanella, ndr) che aveva anticipato Foggia in area e poi si è proposto. Bravo Lai per la seconda volta a metterci una pezza. In certe partite, su campi così difficili, un punto può essere importante ai fini del campionato”.

Sergio Sabatino smista la sfera

L’investitura di grandi favoriti per la promozione non piace troppo al difensore: “Queste prestazioni aumentano la nostra autostima. Lo dicono in tanti ma noi non pensiamo di essere la squadra più forte, possiamo però lottare fino alla fine per la vittoria del campionato. Non ci sentiamo i favoriti, domenica affronteremo una squadra (il San Luca, ndr) che sta un punto sotto di noi, l’Fc deve recuperare ancora una partita e potrebbe diventare capolista, l’Acireale idem. Siamo tutte lì”.

Dall’arrivo a Messina Sabatino ha però un unico obiettivo: “Se sono venuto qui, dopo tanti anni di C, è solo per questa piazza importante. Non avevo in progetto di giocare in D, l’ho fatto solo per Messina. L’obiettivo è tornare subito in C e sarebbe un onore restare qui tra i professionisti. Sono siciliano e conosco tutto di questa terra. D’Eboli? Ha influito tanto, sono stato contattato da lui, mi ha chiamato e ha creduto in me. Ha avuto un ruolo importante come lo hanno avuto il mister che col suo modo di fare mi ha convinto e la società che con noi si sta comportando in maniera perfetta, non facendoci mancare nulla, per questo cercheremo di ripagarla alla fine dell’anno”.

Lo stacco di Sabatino ad inizio gara 

Su Novelli, espulso dall’arbitro a Castellabate dopo il gol dell’1-1, l’ex della Sicula Leonzio svela alcuni lati del carattere del mister: “Grande merito per quello che stiamo facendo va dato al nostro allenatore, le idee di gioco che proponiamo in campo sono le sue. Si tratta di una persona pacata, ma di lui conosciamo anche i lati più sanguigni. Più volte alla fine dei primi tempi ci siamo ritrovati a tu per tu e di pacato c’era poco, penso alle gare giocate con Dattilo e Gelbison. Ha le caratteristiche giuste per fare la differenza e la sta facendo con il suo staff, dandoci continui insegnamenti. Noi andiamo in campo convinti di quello che possiamo fare dopo averlo preparato in settimana. Domenica neanche nei minuti di recupero abbiamo mai buttato la palla e l’emblema è stata proprio l’azione che ha portato all’1-1. Altre squadre in quella situazione avrebbero messo un attaccante forte fisicamente, piuttosto che giocare palla a terra”.

Infine, un particolare augurio in vista delle prossime partite: “In cosa deve migliorare questa squadra? Non vedo l’ora di stare 2-0 o 3-0 in una partita per vivere in maniera più serena gli ultimi 20 minuti e non avere il risultato in bilico”. 

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