Rosmarino, Castrovinci: “Cinque anni di passione e sacrifici. A fine anno lascio”

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La sconfitta di Avola ha avuto il suono della condanna, la Rosmarino dovrà disputare i playout e sfruttare i restanti quattro turni della regular season per cercare di ottenere la migliore posizione possibile nella griglia in vista degli spareggi. L’attuale penultimo posto costringerebbe Gatto e compagni a giocare la sfida salvezza in trasferta ma in casa nebroidea a tenere banco sono state le esternazioni del presidente Federico Castrovinci. Che sui social si è lasciato andare a uno sfogo lungo ma sincero, manifestando tutta la propria stanchezza dopo cinque lunghi anni che lo hanno visto protagonista in vari ruoli. Da qui la decisione di dire basta a fine stagione, a prescindere dall’esito finale.

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L’appoggio a un compagno (foto Calogero Germanà)

Castrovinci attacca chi, da tempo, non fornisce alcun aiuto al club, dispensando soltanto critiche: “Nel calcio esistono le categorie. Non solo quelle scritte in classifica o nei regolamenti federali. Chi gioca meglio, chi lotta per vincere, chi resta indietro. Società che lavorano con programmazione, sacrificio, responsabilità e visione. Esistono categorie umane: persone che mettono cuore, tempo e passione senza chiedere nulla in cambio… e persone che parlano soltanto. Ci sono le tifoserie. Quelle vere, che sostengono la squadra sempre, nella vittoria e soprattutto nelle difficoltà. Quelle che riempiono gli spalti, che cantano, che difendono i colori del proprio paese con orgoglio. Perché alla fine il calcio non si misura soltanto con i punti in classifica ma con la passione, la dignità e l’amore per la propria maglia”. 

Il massimo dirigente annuncia quindi il suo passo indietro a fine stagione: “Cinque anni di lavoro, di sacrifici enormi, di risultati, emozioni, battaglie sportive, crescita e orgoglio per un paese piccolo che ha saputo affacciarsi a categorie importanti del calcio siciliano. Chi ha vissuto davvero questo percorso sa cosa c’è stato dietro. Le difficoltà, le responsabilità, le decisioni, i rischi, i momenti belli e quelli difficili. Proprio per questo motivo, con grande serenità ma anche con profonda consapevolezza, ho deciso che al termine di questo campionato, dopo cinque anni straordinari, lascerò il mio ruolo e rassegnerò le dimissioni. Non per stanchezza. Non per mancanza di risultati. Ma semplicemente perché non vedo più il motivo di continuare un percorso così importante sostenuto dall’amore e dalla passione di poche persone. Per costruire qualcosa di grande serve una comunità, un sostegno diffuso, un entusiasmo condiviso. Quando invece tutto rischia di poggiare sempre sugli stessi pochi, è giusto fermarsi, guardarsi indietro con orgoglio e lasciare spazio al futuro”. 

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La Rosmarino in azione (foto Calogero Germanà)

Castrovinci rivendica il suo impegno per la Rosmarino: “Qualcuno potrà anche fare finta di niente, provare a sminuire o a dimenticare. Ma la verità è semplice. Le chiacchiere passano, i fatti restano. E in questi cinque anni sono sotto gli occhi di tutti. Perché una storia come questa non si cancella ignorandola. Si può solo accettare che sia stata scritta. A cosa vale vivere giudicando e criticando chi sta provando a costruire qualcosa di bello? È una domanda che dovremmo farci tutti, soprattutto nelle piccole realtà, nei paesi, dove ogni iniziativa, progetto, sacrificio dovrebbe essere motivo di orgoglio e sostegno. Perché dietro ogni cosa che nasce, ogni squadra, attività, iniziativa che prova a crescere, ci sono sempre persone che mettono tempo, energie, passione e spesso anche sacrifici personali. Persone che scelgono di fare, di mettersi in gioco, di assumersi responsabilità, di rischiare”.

Il dirigente non accetta il disfattismo: “Invece troppo spesso accade il contrario. C’è chi osserva da fuori, giudica, critica, trova sempre qualcosa che non va, preferisce sottolineare i difetti piuttosto che riconoscere il lavoro fatto. Ma la vera domanda rimane sempre la stessa. A cosa serve vivere così? Passare il proprio tempo a criticare chi prova a costruire, chi prova a migliorare qualcosa, a dare valore a un paese, a una comunità, a una squadra? La verità è che costruire è difficile. Richiede sacrificio, responsabilità, tempo, pazienza e coraggio. Criticare, invece, è la cosa più semplice del mondo. Perché per criticare non serve assumersi responsabilità. Non serve rischiare. Non serve metterci la faccia. Ma la differenza tra chi costruisce e chi critica è proprio questa”.

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La Rosmarino inseguirà la salvezza nei playout (foto Calogero Germanà)

Da qui la decisione di farsi da parte a fine stagione: “Adesso, se qualcuno vorrà, toccherà ad altri continuare a scrivere le prossime pagine. Perché le storie non finiscono mai davvero. Cambiano solo i protagonisti. C’è un mito in particolare che, ogni tanto, varrebbe davvero la pena leggere e rileggere. Un racconto antico, ma incredibilmente attuale. Perché chi ha sempre vissuto guardando soltanto le ombre fa fatica ad accettare che esista qualcosa di diverso…”. Ma prima c’è una salvezza da conquistare nei play-out.

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