Razza: “Non può chiudere il Covid Hospital a Barcellona. Presto altri presidi”

CovidScendono di altre due unità i ricoveri in provincia di Messina (foto Ansa)

“Ho letto con sorpresa la nota di alcuni sindaci del Barcellonese che invocano la chiusura del Covid Hospital al “Cutroni Zodda”. Nel piano che sto presentando per l’informativa alla VI Commissione Ars, è scritto con molta chiarezza che la ospedalizzazione dei casi positivi parte dal riempimento delle aree Covid nelle Aziende ospedaliere cittadine: vuol dire che verrà gradualmente ripristinata la funzionalità di tutti gli altri presidi, come già avvenuto a Partinico e come presto accadrà a Barcellona. Ecco perché quella in atto appare solo come un’inutile strumentalizzazione. Peraltro, mi rifiuto di credere che questi sindaci non conoscano il decreto del ministro della Salute che impone una adeguata dotazione di posti letto, anche a garanzia delle attività produttive e del turismo”. Lo ha dichiarato l’assessore regionale per la Salute, Ruggero Razza.

Ruggero Razza

L’assessore regionale Ruggero Razza

“Quanti oggi protestano a prescindere dal merito delle decisioni – prosegue Razza – dicano con chiarezza, allora, se vogliono che l’ospedale di Barcellona venga escluso dai finanziamenti nazionali destinati a chi mantiene un’area Covid o se vogliono mettere a rischio la tenuta del sistema economico di quel territorio. Per quanto mi riguarda sono indisponibile sia all’una che all’altra penalizzazione. E a differenza di chi ha supinamente sostenuto il governo Crocetta, posso permettermi di parlare a voce alta avendo firmato una programmazione che ha salvato l’ospedale di Barcellona dal rischio concreto di chiusura”.

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Direttore di MessinaSportiva, che ha fondato nel 2005. Ha lavorato nelle tv private messinesi TeleVip e Tremedia per 13 anni, nella carta stampata ("Il Dubbio" e il "Quotidiano di Calabria") e per 6 anni presso la Scuola di Giornalismo della Lumsa di Roma

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Francesco Straface

Direttore di MessinaSportiva, che ha fondato nel 2005. Ha lavorato nelle tv private messinesi TeleVip e Tremedia per 13 anni, nella carta stampata ("Il Dubbio" e il "Quotidiano di Calabria") e per 6 anni presso la Scuola di Giornalismo della Lumsa di Roma