Primo obiettivo: capire che il Messina non è ancora salvo

MessinaMessina chiamato a compattarsi per fronteggiare le numerose assenze (foto Paolo Furrer)

Una grande occasione persa, un vero e proprio match-ball salvezza andato in fumo. Ha di che rammaricarsi il Messina, perché il secondo ko interno stagionale ha il sapore dell’incompiuta. La Fidelis Andria vista al San Filippo, o “Franco Scoglio” che dir si voglia, era una squadra assolutamente alla portata dei giallorossi.

De Vito

De Vito è stato tra i più positivi (foto Giovanni Chillemi)

Decimata da infortuni e  squalifiche, con 6 elementi indisponibili più Grandolfo non al meglio, la squadra di Luca D’Angelo ha interpretato meglio il match, mostrando quella cattiveria che invece è mancata al Messina, specie nei momenti che contano della gara, rivelatosi incapace di raddrizzare una partita che lo ha visto andare subito sotto. Scacco matto in 3 minuti verrebbe da dire ed effettivamente è stato così, con i pugliesi che hanno dimostrato un encomiabile senso di squadra, una migliore capacità di stare in campo, una maggior cattiveria agonistica ed anche una buona condizione fisica.

Gustavo palla al piede

Gustavo palla al piede (foto Giovanni Chillemi)

Fattori che Giorgione e company non possono aver smarrito di punto in bianco, perché la buona prestazione di Matera è distante appena 8 giorni. La Fidelis Andria ha voluto di più questa vittoria e quindi onore a lei, ma è proprio questo che deve far scattare un campanello d’allarme in tutto l’ambiente. Vincendo i peloritani avrebbero compiuto un passo decisivo verso la salvezza, invece si ritrovano risucchiati nella lotta per evitare i playout, seppur in posizione privilegiata.

Tavares prova il tiro

Tavares prova il tiro (foto Giovanni Chillemi)

I 6 punti di margine sul quintultimo posto sono un discreto bottino da non depauperare con prestazioni  superficiali e poco cattive sotto il profilo agonistico, anche perché l’ultimo posto per gli spareggi salvezza è occupato proprio dal Catania in odore di cambio della guida tecnica e che ha tutte le carte in regola per poterne uscire. Il calendario, però, offre delle occasioni da non fallire, come la trasferta a Rieti contro la Lupa Castelli Romani, fanalino di coda, e a seguire il doppio turno casalingo con Foggia e Melfi. Se la sfida contro i “satanelli” è da bollino rosso, quelle contro i laziali e i lucani sono chance da cogliere al volo, per 6 punti che certamente consentirebbero di respirare a tutto l’ambiente, facendo dormire sonni tranquilli alla società.

Uno scatto di Barisic

Uno scatto di Barisic (foto Giovanni Chillemi)

Tornando al match contro i pugliesi, deve far preoccupare la condizione atletica di qualche elemento: De Vito è sembrato avere un altro passo rispetto a Paterni (appena 50 minuti giocati in campionato sin qui), mentre a centrocampo la palla girava con molta meno fluidità. In questo senso non sembra aver pagato la scelta di inserire un giocatore più propenso alla rottura come Giuseppe Russo, rispetto a Baccolo che invece si è trovato a proprio agio a ricoprire il ruolo di regista. Anche per questo, i giallorossi hanno fatto fatica ad imbastire l’azione giusta, in grado di rimettere in sesto una partita subito in salita, in cui anche il vento si è preso beffa dei padroni di casa, cambiando direzione dopo aver tirato in senso contrario  per tutto il primo tempo. Occorre ricollegare immediatamente il cervello e il cuore, perché da qui a Pasqua il Messina si gioca tanto, tantissimo, praticamente tutto.

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