Presentato il volume “200” alla ex Chiesa di Santa Maria Alemanna

Ninni Bruschetta, in piedi, mentre legge la prefazione del libro "200"

 

L'autore Giulio Romano, mentre autografa alcune copie del proprio volume "200"

L’autore Giulio Romano, mentre autografa alcune copie del proprio volume “200”

La storia inedita della grande ricostruzione di Messina dopo il sisma del 1908: aneddoti, ricordi, lettere, documenti inediti che svelano curiosità e retroscena di noti architetti e imprese protagoniste del periodo più importante di rinascita della Città, dal 1909 al 1930. Una “fatica” durata trent’anni per l’autore Giulio Romano, insegnante di disegno e studioso, che nel tempo ha raccolto con scrupolosa attenzione il materiale, poi confluito nel volume “200” edito da Di Nicolò Edizioni e presentato nei giorni scorsi nell’ex Chiesa Santa Maria Alemanna. Location prestigiosa ed esempio di grande architettura particolarmente gremita di gente, in occasione dell’evento promosso dalla casa editrice di Costantino Di Nicolò insieme col Rotaract Club Messina, presieduto da Marilù Verzera e presentato dal giornalista Massimiliano Cavaleri, che ha curato l’aspetto editoriale dell’opera.
Centosessanta pagine in grado di restituire alla memoria collettiva uno spaccato recente e preziose testimonianze, con la prefazione dello scrittore Vanni Ronsisvalle, letta e interpretata durante l’incontro dallo special guest della serata, l’attore Ninni Bruschetta, amico della famiglia Romano: “Se non avessi fatto l’attore, mestiere più bello del mondo, sarei certamente diventato un disegnatore perché ho sempre amato la figura del prof. Giulio Romano, cui nutro affetto e profonda stima. Da amante della mia città ho trovato in questo volume, aldilà del pregio editoriale, un grande amore per Messina“.

Parole che hanno fatto commuovere Romano sul palco in compagnia di tanti amici e apprezzati conoscitori della storia di Messina: l’ordinario di Storia delle relazioni internazionali ed esperto di emigrazione siciliana Marcello Saija, ora docente a Palermo, che ha analizzato il primo periodo di ricostruzione nel contesto storico – politico; l’architetto Nino Principato, pronto a esaltare il valore degli “androni”, quindi a non fermarsi ad osservare solo i bellissimi esterni degli isolati; il presidente della Fondazione Architetti nel Mediterraneo Pino Falzea, il quale ha esaltato l’importante dei concorsi del tempo per scegliere i migliori professionisti, giunti da tutta Italia per ridisegnare il territorio terremotato. Interventi inframmezzati, come in un talk show, dalle musiche del chitarrista Gianluca Rando, che ha accompagnato la voce della cantante Carla Andaloro, mentre sullo schermo scorrevano le immagini contenute nel volume “200” firmate dai fotografi Giovanni Isolino e Deborah D’Angelo.       
In apertura in saluti di chi ha sostenuto l’iniziativa, in particolare il presidente della Commissione Cultura del Comune Piero Adamo, il consigliere dell’Ordine dei medici Stefano Leonardi, in rappresentanza del presidente  Giacomo Caudo, il presidente del Rotary Club Messina Ferdinando Amata, la presidente dell’Archeoclub Mariella Paladini, la vicepresidente dell’Associazione mogli medici italiani Francesca De Domenico Leonardi in rappresentanza della presidente Ileana Padovano Rotondo e la priora generale della Dame Templari Federiciane di Messina Rosamaria Petrelli. Infine il disegno dedicato a Messina, fatto in estemporanea da Giulio Romano e donato alla nipote Giulia Romano, laureanda in architettura che ha curato il coordinamento editoriale insieme con il figlio dell’autore, Gabriele.

 

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