Obbedio: “Sarà un Messina fisico. Cazzarò? Anche De Zerbi era una scommessa”

Obbedio, Sciotto e D'ArrigoObbedio, Sciotto e D'Arrigo in conferenza stampa

Antonio Obbedio sta costruendo il nuovo Acr. Sei gli acquisti già formalizzati, mentre tre potrebbero essere i reduci della passata stagione. Il suo primo bilancio è positivo: “Siamo abbastanza soddisfatti, perché senza fretta abbiamo tesserato i giovani che cercavamo. Barbera verrà confermato, mentre Bossa e Meo partiranno con noi in ritiro per essere valutati dallo staff tecnico. La rosa sarà molto competitiva, loro proveranno a trovare spazio. La formazione la fa il campo d’altronde”. 

Non ci sarà spazio invece per over come Lourencon, Ferrante, Cocimano o Catalano: “Con dispiacere ho comunicato al resto della rosa, anche a chi non aveva fatto così male, che abbiamo preferito non confermarli, salvaguardando soltanto tre messinesi, che hanno a cuore le sorti del club”. 

Francesco Buono

L’ex avellinese Francesco Buono avanza palla al piede

Fra i tre nuovi under c’è chi ha appena vinto un campionato ad Avellino: Buono è un centrocampista moderno, che gestisce palla con personalità. Può giocare sia a due che a tre, da mediano, play basso o mezzala. Anche in fase di non possesso, arriva sempre sul pallone”. 

Si è pescato poi sia in vivai importanti che in provincia, a Sant’Agata: De Meio è un quinto di difesa forte fisicamente, con margini di crescita. Un agonista che arriva in prestito dal Parma. Saverino non lo conoscevo: me lo ha segnalato un ex tecnico dell’Igea Virtus. La dirigenza mi ha procurato due partite da visionare e mi ha colpito: come 2001 è un prospetto importante per la D. Ha personalità e qualità”. 

Vincenzo De Meio

Vincenzo De Meio è reduce da un’ottima annata nella Vastese

Tra gli over, spicca l’ex vicecapocannoniere del girone: Crucitti spero confermi il suo rendimento, non tanto realizzativo, ma di prestazione. In attacco mi basterebbe ripetesse la metà di quello che ha fatto quest’anno”, ammette Obbedio.

Passa dal Città all’Acr Fragapane: “Mi ha colpito la sua duttilità. È un esterno, che può giocare in difesa, a centrocampo, da mezzala. Ha strappo, rapidità di gamba e grande gestione di palla nella corsa, una dote non frequente”.

L’obiettivo, come dimostrano i primi innesti, è un Messina molto alto: “In determinati ruoli per me conta tanto la struttura fisica. La D è particolare e difficilmente sceglierò atleti con una statura ridotta”.

Alessandro Fragapane

Alessandro Fragapane era tra gli uomini simbolo del Città di Messina (foto Marco Familiari)

Forte arriva invece alla corte di Obbedio con un anno di distanza: “È assurdo che non sia andato in C. Lo volevo a Lucca ma poi ho preso Matteo Gabbia dal Milan, perché garantiva una valorizzazione alla società. Al procuratore promisi che magari ne avremmo riparlato l’anno dopo. Francesco è giovane ma ha già 50 presenze tra C e D, con Casertana e Andria. È bravo nell’uno contro uno a campo aperto ed è un centrale difensivo molto tecnico. Un destro di piede che può giocare da terzo di sinistra”. 

C’è chi ha storto il naso per il curriculum ridotto di mister Cazzarò, ma Obbedio non ha dubbi: “Un profilo giovane, voglioso, ambizioso. Un lavoratore con idee propositive. Ama la difesa a tre, molto alta e ha offerto un buon calcio in un contesto difficilissimo, da tarantino, a casa sua. Anche De Zerbi a Foggia venne presentato come una scommessa. Con il Darfo Boario era appena retrocesso in Eccellenza. In Puglia invece è arrivato secondo e ha vinto la Coppa di C, dando il via a una scalata favolosa. Per me quindi conta più quello che Cazzarò ci potrà trasmettere”.

Michele Cazzarò

Michele Cazzarò ritrova a Messina dopo quindici anni il ds Antonio Obbedio

In settimana sono previsti almeno altri tre innesti: “Dovremmo chiudere con una prima punta del 2000, che arriva da una bella “Primavera” e un altro difensore centrale mancino, di spessore, sempre 2000. Poi arriverà un over, anche se per il momento i big aspettano il mercato di C, dove finora si stanno muovendo solo i giovani”.

Fin qui le firme non sono state precedute da troppe indiscrezioni: “Una scelta precisa. Non faccio mai nomi. Ho incontrato in sede allenatori e calciatori e grazie agli ex dirigenti del Camaro non è filtrato quasi nulla. Questo dimostra la grande serietà della società, che non partecipa ad aste di mercato. Noi siamo il Messina, rappresentiamo un’opportunità e una maglia di cui essere fieri”.

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