Trovano conferma le indiscrezioni emerse già nella giornata di martedì. È sbarcato in città infatti in mattinata il tecnico Vincenzo Feola, che nelle prossime ore incontrerà il vice-presidente del Messina Morris Pagniello. Filtra cauto ottimismo sul possibile accordo. Sul tavolo c’è anche la possibile definizione dello staff tecnico che affiancherebbe il 58enne originario di Somma Vesuviana.

Il precedente staff, d’altronde, ha concluso la sua avventura in giallorosso insieme al tecnico uscente Pippo Romano, come è emerso nella nota stampa in cui l’Acr presieduto da Justin Davis ha formalizzato l’interruzione anticipata del rapporto. Feola ha già vinto la serie D con Savoia e Akragas e il suo nome era stato affiancato recentemente al club peloritano. Il matrimonio potrebbe celebrarsi con qualche anno di ritardo. Feola potrebbe adesso essere in vantaggio sull’uruguaiano Walter Pandiani, che martedì sembrava la prima scelta, e su Emanuele Pesoli, che già conosceva Pagniello e aveva avuto un primo colloquio telefonico.
L’ultima esperienza di Feola con l’Atletico Lodigiani nella passata stagione, dove utilizzò il 3-5-2 tanto caro al suo predecessore. L’anno prima l’esperienza nella Matese, in Molise, dove propose invece il tridente, più in linea con il mercato invernale voluto dal direttore sportivo Luca Evangelisti, che ha già tesserato cinque attaccanti e in particolare quattro esterni (Kaprof, Zerbo, Oliviero e Sturniolo). Fra le altre tappe significative Casertana, Casarano, Cerignola e Racing Aprilia.

Feola conosce la categoria e alcuni calciatori in organico. Fu vicino all’Acr Messina già nell’estate 2017, la prima della gestione di Pietro Sciotto, quando il compianto direttore sportivo Fabrizio Ferrigno, già compagno di squadra del tecnico campano a Casarano, ne valutò la candidatura per la successione di Antonio Venuto. Poi l’ipotesi svanì. Adesso il ritorno di fiamma per volontà di Morris Pagniello. Si attendono sviluppi nelle prossime ore mentre la seduta di allenamento odierna è stata affidata ancora ad Alessandro Parisi e Domenico Bombara.





