Dal 9 al 15 giugno presso il Circolo del Tennis e della Vela di Messina andrà in scena un ITF da 15mila dollari. Cerchiamo di capire cosa ci aspetta sui campi in terra del Viale della Libertà, nella zona nord della città. Il mondo della racchetta si divide in due tipi di tornei, quelli del circuito maggiore (Slam, Master 1000/500/250) e gli altri del circuito minore (Challenger e ITF). Fino ai primi anni 2000 erano chiamati tornei satellite, poi Futures e adesso ITF.

Questi tornei, che vanno da un prize money minimo di 15mila dollari (in passato era 10mila) fino ad un massimo di 100mila, si giocano in ogni parte del mondo, con una media di 30 tornei ITF la settimana fra maschile e femminile. Rappresentano la porta principale per chi vuole entrare nel mondo del professionismo, tappa obbligata di qualsiasi tennista voglia intraprendere questa carriera. Tutti hanno giocato tornei ITF, nessuno escluso: da Federer a Nadal, da Djokovic a Murray. E ovviamente anche i vari Sinner, Berrettini, Arnaldi, Musetti e così via.
Gli ITF rappresentano i primi tornei in cui i partecipanti si aggiudicano punti, pochi a dire il vero, per iniziare a costruirsi la classifica che anno dopo anno permetterà loro di scalare il ranking e iscriversi alle competizioni del circuito maggiore. Spesso si vedono partite in cui uno dei due giocatori è un ragazzino di 14 anni al suo primo incontro ufficiale. Match da 6-0 6-0 sono all’ordine del giorno. I primi turni spesso sono caratterizzati da partite infinite e palline in tribuna. Per abbattere i costi non ci sono giudici di linea, ma soltanto il giudice di sedia, almeno fino alla finale. E sono i giocatori stessi a dovere andare a prendere le palline sparse per il campo. Troppo spesso bistrattati e poco considerati, rappresentano però l’essenza del tennis.

Campi a volte al limite del praticabile, con temperature proibitive, in cui gli atleti lottano e danno l’anima, mangiando polvere per un punto della classifica ATP. Per un prize money che non permette neanche di pagarsi le spese che devono affrontare. In un ITF da 15mila dollari, come quello che si disputerà a Messina, al vincitore andranno circa 2.000 dollari, a chi vince il doppio quasi 1.000. Chi supera un solo turno si porta a casa 100 dollari. Spesso non è prevista “hospitality”, salvo eventuali convenzioni con hotel o ristoranti del circolo ospitante.
In genere il prize money messo a disposizione dal torneo è coperto dal contributo di sponsor che sfruttano la visibilità dell’evento, che comunque di rado beneficia di dirette streaming. Nonostante la poca rilevanza economica e la scarsa appetibilità, la diffusione dei tornei ITF è giustificata da molteplici fattori: economici ma anche di inclusione. La International Tennis Federation ha il dovere di far nascere, crescere e tutelare il tennis professionistico in ogni parte del mondo, con finalità educative e sociali.

Deve dare la possibilità a tennisti locali di partecipare a competizioni internazionali, nel tentativo di conquistare punti fondamentali ai fini della classifica mondiale, indipendentemente dal luogo. Nessuno deve essere escluso o discriminato per ragioni geografiche o economiche. Ovunque nel mondo ci sono tornei ITF. Nei Caraibi vanno in scena l’ITF 15mila dollari di Kingston in Giamaica e da 25mila di Punta Cana in Repubblica Dominicana.
Se invece vogliamo un clima equatoriale possiamo fare un salto nell’ITF 35mila dollari di Bujumbara, capitale economica del Burundi. O se amiamo il brivido potremmo assistere ad una partita nell’ITF di Brazaville in Congo mentre fuori dal club impazzano scontri fra cittadini e polizia locale. Chi ama la cultura orientale avrà l’imbarazzo della scelta fra Emirati Arabi, Giappone, India, Cina, Iran, Kuwait, Uzbekistan e Nepal. Chi invece vuole fare un salto nella terra dei canguri può trovare del buon tennis erbivoro negli ITF di Sidney, Camberra, Perth, Swan Hill, Play Ford e Brisbane. Se invece si cerca un’esperienza selvaggia ai confini del mondo sono lì a disposizione gli ITF di Wellington e Papamona in Nuova Zelanda o di Dededo nell’isola di Guan baciata dal Pacifico.

Il nostro Paese ospita ogni anno circa 30 tornei ITF del circuito maschile e altrettanti del femminile. Il record di tornei ITF spetta alla Sardegna, dove a Santa Margherita di Pula, con il suo Forte Village Resort, da decenni si susseguono i match con migliaia di tennisti provenienti da tutto il mondo. Altre città che rappresentano una tappa fissa del circuito minore sono Roma, Caserta, Trieste, Ortisei e Trento. Si alternano invece Torino, Viserba, Fiano Romano, Cordenons, Grado, Cervia, Cattolica, Bergamo e Gubbio.
In Sicilia da anni comanda l’ITF femminile da 35mila dollari di Solarino, comune di 7.300 abitanti in provincia di Siracusa, con quattro appuntamenti nell’arco dell’intera stagione tennistica. C’è quello maschile da 15mila dollari di San Gregorio di Catania con due tornei consecutivi e infine quello femminile da 15mila dollari di Caltanissetta con un solo torneo per stagione.

E da quest’anno, come annunciato dai vertici del Circolo del Tennis e Vela, Messina ospiterà un ITF da 15mila dollari, che in calendario andrà a sostituire l’ITF di Chieti. Da qualcosa si deve pur ricominciare anche se giusto un anno fa, di questi tempi, si parlava di portare nella nostra città una tappa del circuito Challenger, che chiaramente avrebbe avuto ben altra rilevanza ma impone anche spese ingenti, strutture adeguate e un’importante macchina organizzativa. A Caltanissetta e Palermo da anni si disputano due Challenger.
A Messina domenica 8 giugno si svolgeranno i match di qualificazione per accedere al main draw. Lunedì 9 via con il tabellone principale a 32 partecipanti, di cui almeno due wild card. Il doppio avrà 16 coppie. Direttore del torneo sarà Luca Del Federico e si giocherà con palline Dunlop Fort All Court Tournament Select. La entry list deadline è fissata al 22 maggio, quella withdrawal al 27 dello stesso mese. Non resta che goderci lo spettacolo, con la speranza che sia soltanto l’inizio di un percorso sportivo che anno dopo anno possa creare i presupposti per qualcosa di un po’ più grande.





