Messina, la cordata estera predispone l’offerta. Peditto dialoga con il Tribunale

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Anche luglio va in soffitta e non è ancora chiaro se l’Acr Messina schiererà una squadra ai nastri di partenza del campionato di serie D. Il dubbio è legittimo, dal momento che ci si trova di fronte ad un club che non ha più tesserati dopo gli svincoli d’ufficio successivi alla retrocessione in serie D.

Società Cooperativa Calcio Messina
Alcuni dei promotori della Cooperativa (foto Paolo Furrer)

Alla finestra restano due gruppi, che proseguono interlocuzioni e valutazioni. La cordata estera in particolare sta predisponendo la sua offerta formale. Emerge che il gruppo sta lavorando insieme ad un team di legali per definire alcuni aspetti tecnici della potenziale operazione, nel rispetto della procedura in corso da parte del Tribunale di Messina. Se dovesse esserci l’intesa con le altre parti coinvolte la prossima settimana arriverà anche la proposta, che con ogni probabilità sarà notificata sia ai consulenti dell’Acr che a Palazzo Piacentini. Attende sviluppi positivi, con rinnovata fiducia, anche la Cooperativa, che per il momento ha esaurito le sue uscite pubbliche, lasciando strada alla possibile trattativa risolutiva.

I tempi insomma si allungano anche se un’accelerazione è probabilmente impossibile prima della scadenza del 10 agosto, entro la quale la società gestita da Aad Invest Group e Pietro Sciotto dovrà presentare il piano di rientro dai debiti. Tanto più che andrà chiarita anche la vicenda relativa all’esposizione con il Comune di Messina, che reclama 130mila euro in seguito all’affidamento dello stadio “Franco Scoglio” nelle ultime due stagioni.

Pietro Sciotto
L’ex presidente del Messina Pietro Sciotto (foto Paolo Furrer)

Somme che nel prospetto debitorio inviato ad alcuni potenziali acquirenti, visionato dalla nostra Redazione, non erano considerate. Nella lista dei debiti chirografari, principalmente con i fornitori, come agenzie di viaggio, società di trasporti, alberghi, centri medici, attività della ristorazione, non veniva infatti indicato Palazzo Zanca. Con cui è peraltro in atto un contenzioso legato invece al “Celeste”, come ha svelato il Dipartimento Sport nella sua risposta al consigliere comunale Giandomenico La Fauci.

È evidente che i potenziali acquirenti chiederanno quindi nuove garanzie sull’esaustività del passivo fin qui prospettato e una sorta di manleva che li metta al riparo da debiti supplementari che potrebbero emergere dopo il passaggio di consegne, se la fumata sarà davvero bianca. Proseguono intanto le interlocuzioni tra l’Acr, il gruppo Peditto e il Tribunale, con la Doadi Srls che aveva richiesto risposte definitive per sbloccare l’impasse e avviare finalmente l’allestimento del nuovo organico, da ricostruire da zero con sempre meno calciatori, soprattutto under, disponibili sul mercato.

Tribunale di Messina
La facciata del Tribunale di Messina

Il gong suona impietoso ma la settimana decisiva per risolvere la pratica Messina Calcio è sempre la successiva. Gli appassionati, sfiancati dall’ennesima estenuante estate, confidano nel cauto ottimismo della Cooperativa, che ha deciso di puntare con decisione sull’opzione estera. A meno che Peditto non porti davvero a compimento le lunghe interlocuzioni con la controparte e il Tribunale. Che dovrà avere la parola fine sulla bontà del piano di rientro e sull’effettiva possibilità di una ripartenza dalla D, seppure con il -14 sul groppone.

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