Il giudice delegato o il curatore potranno sospendere la vendita e l’aggiudicazione del ramo sportivo dell’Acr Messina, appena aggiudicato al Racing City Group, entro i prossimi dieci giorni nel caso in cui dovessero ricevere un’offerta irrevocabile d’acquisto migliorativa per un importo maggiorato del 10% del prezzo di aggiudicazione, quindi da almeno 220mila euro.

A prevederlo l’articolo 217 del Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza. In tal caso si svolgerà una vera e propria asta fra l’aggiudicatario e l’offerente. Dunque per eventuali interessati che non hanno partecipato all’asta vi sarebbe ancora la possibilità di un rilancio. Ipotesi che sembra in realtà un po’ remota dopo che il primo termine è decorso inutilmente.
Il legale della società di Justin Davis e Morris Pagniello, il procuratore speciale Raimondo Adamo, ha commentato questo scenario: “Chi farà quest’eventuale offerta, ove effettivamente ammissibile, dovrà sia fare l’offerta che cauzionarla con il 25%, come abbiamo fatto noi, quindi versare anche il 25% di cauzione. Abbiamo delle perplessità sull’applicabilità di questa norma perché riteniamo di avere ottenuto l’aggiudicazione sulla base della proposta e non di una gara, perché oggi si doveva soltanto dare evidenza pubblica alla nostra proposta”.

Per Adamo, che in aula era affiancato da Manuel Giofrè, l’ammissibilità è tutta da verificare: “Nessuno ha partecipato alla gara, che non si è tenuta, tant’è vero che la base d’asta era 210mila e noi abbiamo ottenuto l’aggiudicazione per 200.000 euro, quindi a nostro modo di vedere, a differenza di quello che ha detto la curatrice, sarebbe preclusa questa possibilità. Queste sono le classiche questioni di diritto che poi vengono valutate nelle loro sedi. Non mi voglio adesso esporre particolarmente su questo, so soltanto che se qualcuno vuole fare questo tipo di offerta deve anche adeguatamente cauzionarla, quindi questo non ci spaventa”.





