Messina-Castrovillari a porte aperte. Scattareggia: “C’è tempo per la Scia”

Curva SudLa Curva Sud desolatamente vuota contro l'Acireale (foto Nino La Macchia)

La riunione decisiva era in programma questa mattina in Prefettura e l’ottimismo della vigilia ha trovato conferme nei fatti. I tifosi del Messina potranno ritornare sugli spalti del “Franco Scoglio” in occasione del match di domenica contro il Castrovillari, dopo che due settimane fa la gara con l’Acireale, poi persa malamente per 3-0, è stata disputata a porte chiuse. La Commissione di Vigilanza per i Pubblici Spettacoli si è riunita e ha fornito il benestare per l’apertura dell’impianto. La società potrà così riaprire la Curva Sud e la Tribuna A.

Giuseppe Scattareggia

L’assessore allo sport Giuseppe Scattareggia

L’assessore allo Sport, Pippo Scattareggia, spiega cos’è cambiato rispetto a quindici giorni fa, quando lo stesso organo sancì la chiusura dell’impianto dando il via ad un acceso scontro tra la società peloritana e l’Amministrazione comunale: “La volontà comune era quella di mettere al riparo l’impianto da ulteriori eventuali chiusure da qui ai prossimi mesi. L’Acr Messina ultimamente ha fornito dei documenti necessari, l’importante era fare chiarezza anche all’interno dei Dipartimenti, considerato che la gestione passava da troppe mani. Al momento, però, non è stata fornita la Scia, che anche i Vigili del Fuoco hanno confermato essere a carico della società, però la Commissione ha concesso del tempo affinché nel frattempo l’Acr la possa produrre, ma per la partita di domenica non ci sono stati intoppi”.

Ma che cos’è realmente la Scia? E’ l’acronimo di “segnalazione certificata di inizio attività”, necessaria in occasione degli interventi di ristrutturazione o manutenzione edilizia. Qualunque imprenditore, sia esso artigianale, commerciale o di servizi, può iniziare, modificare (ampliare, ridurre, variare, subentrare, trasferire) un’attività economica presentando una SCIA alla pubblica amministrazione competente.

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La curva sud del “Franco Scoglio” (foto Denaro-Fazio)

La segnalazione deve essere corredata da “autocertificazioni” con le quali l’imprenditore (o un tecnico incaricato e dotato di specifica abilitazione professionale) attesta la sussistenza dei presupposti di fatto e giuridici che consentono l’esercizio dell’attività che si intende intraprendere. Nella struttura giuridica della SCIA è l’imprenditore segnalante che si assume la responsabilità, di fronte alla pubblica amministrazione ed ai terzi, della rispondenza al vero di quanto segnalato, ne consegue che l’esame preliminare in merito alla conformità alla normativa generale e di settore dell’attività che si intende intraprendere è un fatto che si sviluppa per intero nella sfera giuridica del privato.

La SCIA sostituisce ogni atto di autorizzazione, licenza, permesso, nulla osta il cui rilascio dipenda esclusivamente dall’accertamento dei requisiti e dei presupposti previsti dalle norme di settore (ad esempio i requisiti professionali e morali dell’imprenditore, l’idoneità dell’immobile ove si svolge l’attività sotto i diversi profili urbanistico/edlizi –agibilità e destinazione d’uso- igienico-sanitari, di sicurezza antincendio, di impatto acustico ecc. ecc.). Questo tipo di certificazione deve poi essere consegnata agli uffici comunali e il suo costo dipende dalle imposte locali, ma anche dall’onorario del professionista incaricato a formularla, ma nei casi più comuni si tratta di una somma che si aggira tra i 250 ed i mille euro.

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