Lucenti: “Davano il Ragusa per spacciato, vogliamo salvarci. Sarà una battaglia”

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Niente salvezza diretta, sbandando all’ultima curva contro l’Athletic Club Palermo. Fallito il match-point (una vittoria avrebbe consentito di sorpassare l’Enna), il Ragusa è costretto a giocarsi tutto al playout, con il tecnico azzurro Gaetano Lucenti che lancia la sfida al Messina in vista dell’appuntamento decisivo di domenica prossima: “Le parole di Feola? Può dire quello che vuole, noi siamo concentrati su noi stessi. Dico soltanto che il Messina è una squadra come le altre e sicuramente non siamo noi a doverli temere. In partite del genere il blasone lascia il tempo che trova. Per noi sarà più di una finale”.

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I tifosi del Ragusa (foto Paolo Furrer)

“Ci davano tutti per spacciati – aggiunge Lucenti – e pensando a come siamo partiti probabilmente avremmo dovuto essere sotto il Paternò. Il nostro obiettivo è sempre stato la salvezza, anche all’ultimo minuto dell’ultima giornata. Non ci siamo riusciti nella regular season, quindi andremo ad affrontare il playout con la consapevolezza di aver dimostrato sul campo di essere una squadra solida, compatta e affamata”. 

Messina imbattuto nei due precedenti stagionali. All’andata finì 0-0, al ritorno l’1-0 del “Franco Scoglio” firmato da Tourè, il 12 aprile scorso, risultati che non preoccupano Lucenti: “Per quanto riguarda i nostri avversari, li ho visti poco meno di un mese fa e posso dire con certezza che senza l’infortunio di Memeo staremmo parlando di un altro risultato. Non mi hanno mai dato la sensazione di poterci far male tra andata e ritorno. Anzi, se penso alla partita di andata la traversa di Campanile grida ancora vendetta. Dal punto di vista ambientale sono certo che l’Aldo Campo sarà una bolgia”.

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Il tecnico del Ragusa Gaetano Lucenti (foto Paolo Furrer)

Il Ragusa potrà contare sul fattore campo e su due risultati su tre a disposizione entro i 120′. Un aspetto che può avere un peso non indifferente: “Giocare un playout in casa è un grosso vantaggio, specie per una squadra come la nostra che ha costruito i suoi 34 punti soprattutto tra le mura amiche. Conosciamo ogni singolo metro, ogni angolo e ogni zolla del terreno di gioco. Non avremo paura, sarà una guerra e noi siamo già pronti con l’elmetto a buttarci in trincea. La salvezza, per quest’ambiente, va raggiunta a tutti i costi”. 

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