L’Acr Messina non dovrebbe subire un nuovo deferimento per la scadenza dello scorso 6 giugno. Un “gong” che faceva riferimento soltanto ai club aventi diritto all’iscrizione in serie C. Per la società gestita da Aad Invest Group e da Pietro Sciotto conta invece il termine del 10 luglio, entro il quale andranno versati tutti gli stipendi e i contributi maturati fino a maggio per assicurarsi un posto nella prossima serie D.

C’è però la spada di Damocle della “Coaps”, la Commissione istituita dalla Covisoc che valuta le acquisizioni e le partecipazioni societarie. Il 2 gennaio scorso l’80% del pacchetto azionario dell’Acr Messina è passato in mano alla discussa fiduciaria lussemburghese, che avrebbe dovuto presentare la documentazione attestante la propria solidità finanziaria.
Considerate le scadenze non onorate nei mesi successivi, in questo caso il Messina rischia seriamente un deferimento di fronte al Tribunale Federale Nazionale, che ha già inflitto un pesantissimo -14 per le precedenti inadempienze, con la relativa recidiva. Il Trapani si è visto confermare il -8 subito nelle scorse settimane mentre la Triestina, rappresentata dal legale Mattia Grassani, ha ottenuto uno “sconto” dalla Corte Federale d’Appello, passando da -9 a -7.

Il legale Luis Vizzino, contattato telefonicamente dalla nostra Redazione, fa il punto sulle prossime mosse dell’Acr Messina: “L’obiettivo è certamente quello di tutelare il più possibile la società ed evitare l’applicazione di ulteriori punti di penalizzazione. Sul punto sono moderatamente ottimista”. Non sarebbe quindi da escludere l’ipotesi del patteggiamento, che potrebbe originare soltanto una sanzione pecuniaria. Evitando l’aggravarsi dell’handicap già certo, ovvero un -14 in classifica. Sempre che il club sia davvero ai nastri di partenza del prossimo torneo.





