Sfida ad altissimo livello sabato 14 febbraio al PalaTorre: alle 18:30, infatti, la Nova Basket ospita l’Alfa Catania in una gara che profuma di vertice. Due squadre in salute, due strisce vincenti e un solo obiettivo: restare in alto. La Nova arriva a questo appuntamento forte di cinque vittorie consecutive e di un cammino interno ancora immacolato.

La Poule Promozione è iniziata con personalità e solidità, confermando quanto di buono già visto nella prima fase e nel successo di Giarre. Di fronte ci sarà però una Alfa Catania costruita per vincere il campionato, prima in classifica nella Conference Sud, con un record stagionale di 16 vittorie e una sola sconfitta, allenata da coach Zeljko Zecevic, con numeri che parlano chiaro.
L’Alfa infatti arriva da sei successi consecutivi e può contare su cinque giocatori in doppia cifra di media, più un sesto appena sotto (Budrys 18.4 punti di media, Laffitte 16.5, Drigo 15.8, Abramo 13.4, Mihajlovic 13.1 e Patanè 9.1): un arsenale offensivo che rende l’Alfa una delle squadre più complete e pericolose dell’intero campionato.

Coach Claudio Pizzuto però non cerca alibi: «Non ne abbiamo e non dobbiamo cercarne. Giochiamo in casa, davanti al nostro pubblico, e sappiamo bene chi affrontiamo: l’Alfa è uno squadrone, costruito per vincere il campionato. Ma proprio per questo non possiamo permetterci di entrare in campo con il freno a mano tirato. Dobbiamo ripartire da quello che abbiamo fatto a Giarre, con personalità e coraggio, e giocare ogni possesso come se fosse decisivo».
Sulla stessa scia coach Giovanni Gentile: «Rispetto massimo per Catania, perché i numeri parlano per loro, ma non vogliamo nasconderci: se vogliamo stare a questo livello, queste partite vanno affrontate senza paura. Serviranno concentrazione per 40 minuti, intensità e fiducia nelle nostre scelte. Non dovranno esistere alti e bassi: contro una squadra così, li paghi».

A suonare la carica è anche Gabriel El Showehy, playmaker della Nova, che ha già messo nel mirino la sfida: «Questa seconda fase è ancora più difficile, qui sanno tutti giocare a pallacanestro. Contro Giarre siamo partiti forte, poi abbiamo un po’ mollato ma abbiamo tenuto. Contro Catania dobbiamo essere concentrati tutti i 40 minuti, senza alti e bassi. Se facciamo le cose giuste, possiamo dire la nostra».





