La favola della Betaland prende consistenza. A Cremona un successo che vale doppio

Archie (Betaland)

Dal Pala Radi di Cremona arrivano delle istantanee che spiegano i segreti di una squadra che con naturalezza e sfrontatezza sta vivendo il punto più alto della sua storia. I tiri liberi di Tepic (non un giocatore qualsiasi, nel 2011 ha sollevato la massima competizione europea per club, l’Eurolega con il Panathinaikos), i due possessi di vantaggio e l’impossibilità per la Vanoli di pareggiare, il suono della sirena accomunato dalle braccia alzate al cielo del gruppo paladino.

Laquintana e Delas (Betaland)

Il terzo squillo consecutivo in trasferta (dopo Torino e Cantù) nobilita la classifica della Betaland che raggiunge i 26 punti in classifica dopo 22 giornate. Quarto posto in solitario dietro mostri sacri come Milano, Avellino e Venezia. Nelle sei stagione giocate nel massimo campionato italiano è la prima volta che l’Orlandina raggiunge le 13 vittorie dopo 22 giornate. Nel campionato migliore, quello del 2007/08 dopo 22 giornate aveva conquistato 24 punti. La nota lieta di uno spogliaotio grantico che segue con dedizione il suo coach Gennaro Di Carlo (appare quasi superfluo il titolo di migliore allenatore di serie A), la sapienza tattica di Archie nel saper partire dalla panchina in avvio e nei restanti 30 minuti in campo riuscire ad ottenere la seconda prestazione in carriera in Italia con 25 punti segnati e 26 di valutazione contro Cremona. Record in carriera anche gli 8 tiri da due realizzati. La sua miglior prestazione rimangono i 27 punti segnati nella stagione 2014/15 contro Brindisi.

Un tiro da tre di Ivanovic

Non era una partita semplice e lo si sapeva, Cremona da gennaio col restyling di mercato ha cambiato passo e domenica si giocava una fetta importante di salvezza. Il successo in Lombardia vale oro colato per la qualità del team di coach Lepore e la partenza sprint della Vanoli testimoniava la difficoltà della sfida. La Vanoli si affida al suo go to guy Johnson-Odom, la verve di Mian, Biligha e Harris e crede nel successo ma non tiene conto del cuore della Betaland che con la sua filosofia europea sta sciorinando una pallacanestro per palati fini. Si stanno dimostrando tutti funzionali al progetto gli atleti paladini (nessuno oltre i 30 minuti in campo), la sapienza di coach Di Carlo nel toccare le “corde” giuste e far rinascere il talento di Laquintana, l’estro nel pescare sul mercato Ivanovic, abile in cabina di regia e nel mettere i canestri pesanti nella rimonta siciliana. L’ex Aek ha rilevato con naturalezza disarmante la stella Fitipaldo e col suo gioco riesce ad aprire spazi per compagni come Diener e Stojanovic che con la loro abilità dal perimetro possono repentinamente capovolgere l’andamento di un incontro.

Braccia al cielo di Di Carlo

Solidità mentale espressa anche da Delas, giocatore che sa quando è il momento di mettersi in proprio e non a caso risulta l’autore dei canestri più importanti, su tutti il contropiede con appoggio al vetro del 79-82, il canestro che di fatto ha schiuso la vittoria. Lo staff non si nasconde più e coach Di Carlo sottolinea come solo la “migliore Orlandina avrebbe potuto vincere a Cremona. Siamo sintonizzati sulla conquista dei playoff” con un più sei sulla nona ad otto giornate dal termine del torneo ed un calendario che fa meno paura.
Ed il pensiero social del Ds Sindoni è tutto un programma: “Un sogno: qualificarsi per i playoff e una coppa europea per confermare tutti. Avanti Capo!”

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