La Covisoc boccia Campobasso e Teramo. Il Messina tra le 58 società ammesse

CampobassoUn'esultanza dei giocatori del Campobasso

Sono Campobasso e Teramo le uniche squadre a non aver passato l’esame della Covisoc, la commissione Figc che giudica le richieste di iscrizione ai campionati. Gli abruzzesi avrebbero avuto un problema con l’indice di liquidità, novità regolamentare introdotta per un più efficace controllo dei conti dei club. Per i molisani, invece, non è ancora ben chiaro il motivo della bocciatura. Il Messina, iscritto in extremis con uno sforzo economico dal patron Pietro Sciotto, è quindi tra le 58 società regolarmente ai nastri di partenza del prossimo torneo.

Teramo

Pedro Costa Ferreira in azione in un Teramo-Messina del 2014

Il Campobasso ha già annunciato ricorso avverso il parere negativo della Covisoc. “Il club, consapevole della bontà delle operazioni effettuate, ha già conferito mandato allo studio Dcf Sport Legal per assisterla e dimostrare la correttezza di tutto quanto adempiuto”. Gruppo al quale si è affidato anche il Teramo: “Il club è consapevole di aver ottemperato correttamente agli adempimenti previsti e per dimostrarlo ha già conferito mandato allo studio Dcf Sport Legal per assisterlo e difenderlo”. 

Se verrà confermata la loro esclusione dalla serie C, l’organico dovrà essere completato attraverso i ripescaggi. Sono due quindi i club bocciati, mentre l’anno scorso furono ben cinque (tra loro anche il Fc Messina in corsa per la riammissione dopo il passo indietro del Gozzano). In Serie B invece non si sono registrate bocciature. Si è salvata in extremis, grazie al cambio di proprietà, anche la Reggina.

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Direttore di MessinaSportiva, che ha fondato nel 2005. Ha lavorato nelle tv private messinesi TeleVip e Tremedia per 13 anni, nella carta stampata ("Il Dubbio" e il "Quotidiano di Calabria") e per 6 anni presso la Scuola di Giornalismo della Lumsa di Roma

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Francesco Straface

Direttore di MessinaSportiva, che ha fondato nel 2005. Ha lavorato nelle tv private messinesi TeleVip e Tremedia per 13 anni, nella carta stampata ("Il Dubbio" e il "Quotidiano di Calabria") e per 6 anni presso la Scuola di Giornalismo della Lumsa di Roma