Conclusa l’analisi delle eccezioni. Il “clou” con l’accusa del Procuratore

Uno dei tesserini che consente l'accesso nella sala del dibattimentoUno dei tesserini che consente l'accesso nella sala del dibattimento

Dopo una pausa, il processo sul calcioscommesse riprende alle 10:55. Clicca qui per rileggere il racconto della prima parte, nella quale il Messina è stato ammesso al dibattimento. Rigettata l’istanza di Nucifora, intervengono altri due legali. Il primo, che tutela il Pisa, annuncia che alcuni testimoni hanno raggiunto l’NH Vittorio Veneto per essere ascoltati dalla Corte. Il secondo, per conto della Vigor Lamezia, contesta l’effettiva sussistenza del tesseramento di Felice Bellini, consulente marketing del club ed allega un censimento del club in cui il nome del suo assistito non comparirebbe.

Il corridoio che conduce all'aula che ospita i dibattimenti

Il corridoio che conduce all’aula che ospita i dibattimenti

Il Procuratore Federale non si oppone alla produzione di questi documenti, che pure definisce “probabilmente tardiva”. Successivamente viene richiesto di inserire a verbale l’assenza di uno dei legali del direttore sportivo del club biancoverde Fabrizio Maglia, che dopo il rinvio del processo non è stato in grado di trattenersi nella Capitale. In questo caso Stefano Palazzi ritiene “irrilevante” la questione, in quanto in un dibattimento di questa portata è inevitabile che i tempi possano dilatarsi.

Duro intervento dell’avvocato De Rensis, secondo il quale quello su “Dirty Soccer” è l’unico processo calcistico italiano in cui non sono stati ascoltati dei tesserati, che potessero confermare la sussistenza delle combine, a differenza di quanto è avvenuto ad esempio a Cremona nel procedimento che vede coinvolto anche il tecnico della Nazionale Antonio Conte. Immediata la replica della controparte: “In questo dibattimento sono ingenti le prove testimoniali raccolte, considerate una prova schiacciante”. Viene richiesta l’acquisizione di un tablet, sequestrato dalla Procura di Catanzaro, che conterrebbe prove relative all’effettuazione di alcune scommesse. Ipotesi che non trova il consenso di Palazzi.

La sala stampa dalla quale i giornalisti seguono le varie fasi del processo sul calcioscommesse

La sala stampa dalla quale i giornalisti seguono le varie fasi del processo sul calcioscommesse

Il presidente Sergio Artico ed i suoi collaboratori si ritirano in camera di consiglio per analizzare le numerose eccezioni. L’attesa è tutta per la requisitoria del procuratore federale Stefano Palazzi, prevista prima della pausa per pranzo: si conosceranno le proposte sulle sanzioni per i club coinvolti. Come tradizione, si giocherà tutto sulla differenza tra “responsabilità diretta“, che comporta solitamente retrocessioni all’ultimo posto in graduatoria e pesanti handicap in classifica, ed “oggettiva“, che invece viene punita con una penalizzazione che va da uno a tre punti per ogni partita oggetto d’indagine, a secondo se sia vinta o persa.

Alle 12:20 Artico torna a parlare. Rigettate tutte le istanze, tranne quella dell’ex presidente della Vigor Lamezia Claudio Arpaia, che ha prodotto materiale probatorio aggiuntivo a sua discolpa. Prende la parola Palazzi, che chiede un’ora per il suo intervento, che dovrebbe quindi concludersi verso le 13:30, e sostiene che il censimento dell’organigramma societario del club aggiornato ad aprile paradossalmente rafforza le sue convinzioni. Il nostro LIVE prosegue qui.

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Francesco Straface

Direttore di MessinaSportiva, che ha fondato nel 2005. Ha lavorato nelle tv private messinesi TeleVip e Tremedia per 13 anni, nella carta stampata ("Il Dubbio" e il "Quotidiano di Calabria") e per 6 anni presso la Scuola di Giornalismo della Lumsa di Roma