E pensare che doveva correre il suo ultimo Giro d’Italia, in appoggio al più giovane compagno di squadra Antonio Tiberi, nel 2024 quinto in classifica generale. E invece Damiano Caruso ha dovuto sobbarcarsi la responsabilità di salvare la baracca in casa Bahrain Victorius, dopo il tracollo di Tiberi nella diciassettesima tappa, arrivato al traguardo di Bormio con oltre dieci minuti di ritardo dai migliori della classifica generale.

Il ragusano classe 1987 ha risposto ancora una volta presente e alla fine la quinta posizione finale a 7’32” dal vincitore Simon Yates è un grandissimo risultato. Caruso ha brillato ancora una volta di luce propria ed esce dal suo ottavo Giro d’Italia come il migliore degli italiani. “Sono soddisfatto, perché all’inizio di questo Giro non avevo nei programmi di fare classifica. Ritorno a casa felice perché questo è un piazzamento importante e mi gratifica parecchio” ha detto il 37enne subito dopo l’arrivo finale di Roma.
La favola di Caruso però non si conclude con la chiusura della 108esima edizione del Giro d’Italia. Il siciliano è pronto a scrivere nuovi capitoli. Accantonati i propositi di porre fine all’attività agonistica ha rinnovato con la Bahrain Victorius anche per la stagione 2026: “In questo Giro ho avuto ottime sensazioni. Penso di potere essere utile alla squadra anche per la prossima stagione. Quest’anno per Antonio Tiberi non è andata benissimo, ci riproveremo il prossimo”.

Un gregario come pochi ce ne sono in gruppo. Caruso è un mix di qualità e quantità e il rinnovo del contratto è l’ennesima attestazione di una carriera contraddistinta da grande generosità e da una professionalità rara. Dopo il messinese Vincenzo Nibali è ancora un siciliano a tenere alto il vessillo tricolore nella competizione rosa.





