Il Messina deve sbloccarsi e sfatare il tabù casalingo nella sfida con il Ragusa

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Dopo quattro sconfitte casalinghe consecutive il Messina non ha davvero alternative al successo. Il -3 dalla Sancataldese e dai play-out impone infatti una rimonta, assolutamente possibile calendario alla mano. L’Acr è peraltro in vantaggio negli scontri diretti rispetto alla formazione verdegranata e quindi sarebbe sufficiente anche un arrivo a pari punti. Ma prima di pensare ad avversari che sulla carta dovrebbero avere meno motivazioni dei peloritani c’è il fondamentale incrocio salvezza con il Ragusa, da risucchiare nella zona calda.

Maisano
Il controllo di Maisano (foto Giuseppe Scialla)

Nonostante i tre punti raccolti in otto gare (sette delle quali con Vincenzo Feola in panchina), la società ha deciso di non cambiare ancora dopo la precedente separazione da Pippo Romano. La convinzione del presidente Justin Davis, del direttore sportivo Morris Pagniello e dei loro principali collaboratori è infatti che la squadra sia bloccata mentalmente e che quindi neppure un nuovo cambio di allenatore sarebbe sufficiente.

Di certo il mercato invernale è stato contestato da ambiente e addetti ai lavori, con l’aggravante del calo di rendimento del gruppo storico, da Trasciani a De Caro, da Garufi a Touré. Una flessione era probabilmente fisiologica dopo la lunga rincorsa dal -14 ma nelle ultime settimane, soprattutto al “Franco Scoglio”, il Messina è apparso irriconoscibile mentre in trasferta le reti subite nei finali o il palo di Vibo sono costati sei punti. La vittoria in casa manca dal 25 gennaio, quando l’Acireale cadde al cospetto del gruppo all’epoca guidato da Alessandro Parisi.

Kaprof, Roseti e Oliviero
Kaprof, Roseti e Oliviero (foto Giuseppe Scialla)

La proprietà è tornata in città per fare gruppo e la squadra ha affiancato all’intensa preparazione sul campo, dove Feola impone lunghe sedute, a momenti conviviali, utili per scacciare i fantasmi e fare gruppo, un po’ come avveniva a inizio stagione. Stanziato anche un premio partita, per provare a scuotere lo spogliatoio. Feola, che sarà in tribuna in quanto squalificato, recupera Aprile e Zucco a centrocampo. Unico indisponibile lo squalificato Clemente, che si aggiunge ai lungodegenti Yakelej e Orlando, out ormai da mesi.

Fondamentale affidarsi agli elementi più in palla, come Roseti e Oliviero, anche se compagni come Tedesco e Saverino hanno già di dimostrato di potere essere determinanti per il Messina. Ma la svolta dovrà scoccare soprattutto in testa. L’Acr deve ritrovare lo spirito battagliero e la continuità del girone di andata per riscrivere il suo destino nel rush finale di un ritorno fin qui molto amaro. Gli iblei hanno già vinto quattro volte nella seconda metà di stagione e raccolto undici punti in sei gare ma sulla carta i peloritani hanno maggiore qualità e “le potenzialità per vincere”, come ha ricordato Feola. Insomma, c’è il tabù “Franco Scoglio” da sfatare.

Vincenzo Feola
Vincenzo Feola si sgola in panchina (foto Giuseppe Scialla)

Questi i convocati dell’Acr Messina. Portieri – Andrea Karol GIARDINO (2008), Gennaro PADUANO (2003), Andrea SORRENTINO (2004). Difensori – Lucio Valerio BONOFIGLIO (2007), Lorenzo BOSIA (2004), Francesco DE CARO (2000), Alessio PEDICONE (2002), Daniele TRASCIANI (2000), Cauet WERNER (2002). Centrocampisti – Alessio APRILE (2005), Stefano BOMBACI (2006), Sergio Agatino GARUFI (1995), Bruno MAISANO (2007), Mattia MATESE (2001), Massimo George PAPALLO (2007), Francesco SAVERINO (2001), Emanuele ZUCCO (2004). Attaccanti – Juan Cruz KAPROF (1995), Andrea OLIVIERO (2006), Christian ROSETI (2006), Giuseppe TEDESCO (1997), Isyakha TOURE (2001), Gabriele ZERBO (1994).

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