Pagniello: “Il ripescaggio? Ci speriamo. Delego a chi conosce il territorio”

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Il direttore generale Morris Pagniello è tornato finalmente a parlare dopo il play-out che è costato la retrocessione: “Dopo un lungo silenzio necessario per riflettere, torniamo in conferenza stampa davanti a voi. Né io né il presidente Justin Davis abbiamo probabilmente ancora compreso la grandezza di questo club e di ciò che rappresenta per la città. Siamo consapevoli che c’è molto lavoro da fare. Saremo qui per la squadra per i prossimi tre o cinque anni. Eccellenza o serie D, il progetto va avanti. Ci dispiace per quanto accaduto a Ragusa e delle decisioni assunte, di cui ci assumiamo le responsabilità”.

Acr Messina
Il tavolo dei relatori (foto Filippo Ciavorella)

Il club si affida al tecnico Alfio Torrisi, che ha già vinto in D ed Eccellenza con Trapani e Aci Sant’Antonio, e al direttore sportivo Maurizio Pellegrino, reduce dalle esperienze con Catania e Reggina: “Pensiamo di avere scelto le persone giuste, i risultati dipenderanno dai calciatori che andranno in campo. Oggi i protagonisti sono il mister e il ds. Il progetto del futsal è molto importante, così come quello del calcio femminile: siamo sulla strada giusta. Grazie ai tifosi, perché ci sostengono anche nei momenti bui”.

Le difficoltà di Fasano, Nardò, Sangiuliano, Enna e Imolese lasciano vive le speranze di ripescaggio: “Ci avevamo sperato, poi abbiamo ricevuto una doccia gelata per i pochi posti disponibili ma negli ultimi giorni si è riaperta la speranza della serie D. Il nostro progetto comunque non è cambiato né il budget, in Eccellenza avremmo la stessa rosa che avevamo programmato per tentare di vincere anche in D”.

Basile e Pagniello
Il sindaco Basile e il dg Pagniello (foto Filippo Ciavorella)

Pagniello ha anche recitato il mea culpa, facendo probabilmente riferimento a un mercato in cui gli acquisti ispirati da lui, da Kaprof e Werner a Papallo, non hanno brillato, e soprattutto all’allontanamento di Pippo Romano e Giovanni Martello, a cui venne preferito Feola: “Ho imparato tanto in questi sei mesi, in una piazza grande ed esigente. Se si potesse tornare indietro avrei voluto queste persone al mio fianco dall’inizio. Se avessimo lasciato il mister o il direttore precedenti non sapremmo comunque come sarebbe andata. Ma ho imparato che è meglio lasciare lavorare persone del territorio, che conoscono meglio il campionato”.

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