Il Messina compie altri progressi, ma si prolunga il digiuno casalingo

De Bode in scivolata (foto Luca Maricchiolo)
De Bode in scivolata (foto Luca Maricchiolo)

De Bode in scivolata (foto Luca Maricchiolo)

La “prima” casalinga di Grassadonia ha regalato innegabili progressi da parte di un Messina che si è trovato di fronte un avversario cinico come il Teramo e non è riuscito ad andare oltre l’ennesimo pareggio, il nono stagionale. Sono state comunque confermate le sensazioni positive già emerse a Sorrento, dove i peloritani hanno centrato il loro secondo acuto esterno, mentre al San Filippo prosegue un digiuno che dura ormai da tre mesi. La squadra è apparsa più consapevole dei propri mezzi e fin dall’avvio ha deciso di pigiare sull’acceleratore, sostenendo ritmi elevati e provando a sfondare soprattutto sulla corsia sinistra, presidiata da un Quintoni in gran vena.

A Salerno, Caserta e Pagani, le tre panchine sulle quali si è accomodato Grassadonia, raccontavano di un tecnico votato al gioco offensivo ed i giallorossi hanno effettivamente mostrato più coraggio rispetto a quanto avveniva con Catalano, più a suo agio nel curare i meccanismi difensivi e poi a ripartire. Sarebbe però ingeneroso buttare addosso la croce al tecnico che ha conquistato l’ultima promozione, che oggi peraltro riceve l’“Oscar del calcio siciliano” a Vittoria insieme al bomber Giorgio Corona, per quanto ha saputo fare nell’arco del 2013. L’avvicendamento in panchina, come spesso accade in una scienza inesatta qual è il pallone, ha trasformato di colpo alcuni elementi, che hanno ritrovato verve e motivazioni inspiegabilmente sopite o comunque mai emerse del tutto nell’arco dei primi tre mesi.

L'allenatore Gianluca Grassadonia (foto Luca Maricchiolo)

L’allenatore Gianluca Grassadonia (foto Luca Maricchiolo)

Tra gli eroi di giornata il difensore De Bode, che di fronte al papà giunto dall’Olanda ha firmato la sua prima marcatura in giallorosso, svettando di testa su un corner battuto da Quintoni. Vibrante l’avvio dell’ex di giornata, il portoghese Costa Ferreira, costretto però a lasciare il campo dopo mezzora per un problema muscolare. Determinante si è rivelato il ritorno di Maiorano, autentico padrone del centrocampo, che ha mostrato le consuete doti di lottatore, disegnando anche pregevoli geometrie ed offrendo verticalizzazioni per i compagni. Unico neo gli svarioni difensivi: sul gol di Caidi non ha potuto far nulla Lagomarsini, ma il doppio stacco concesso a Ferrani sugli sviluppi di altrettanti calci piazzati sarebbe potuto costare carissimo. Nonostante l’innegabile generosità non sono riusciti invece ad incidere fino in fondo Guadalupi, Chiaria e Gherardi, quest’ultimo gettato nella mischia dopo l’infortunio di Ferreira.

Ultima nota stonata l’ottavo cartellino giallo rimediato in tredici apparizioni da Silvestri, per il quale il 2013 è già finito dal momento che dovrà saltare per squalifica la prossima trasferta di Martina Franca. Il Messina sarà di scena sul campo di una delle quattro squadre che la seguono in classifica e proverà a replicare i successi arrivate contro le altre tre “cenerentole”, ovvero Arzanese, Gavorrano e Sorrento.

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