È stata un’udienza interlocutoria. Il Tribunale di Messina ha ospitato in aula il rappresentante della Procura e i legali dell’Acr Messina, che hanno proposto una soluzione finalizzata a ripianare il debito contratto e scongiurare il fallimento.

Il giudice delegato Daniele Carlo Madia adesso si confronterà con il collegio e deciderà se ammettere o meno l’istanza del club, che ha richiesto l’attivazione di una composizione negoziata della crisi, possibile soltanto attraverso il risanamento delle passività accumulate.
I debiti erariali contratti nel corso del 2025 si attestano ormai sul milione di euro e sarà decisiva la documentazione presentata dai legali Gianpiero Picciolo e Giuseppe Cicciari, quest’ultimo già dg nel club nel corso dei primi anni di gestione Sciotto. In particolare, il Messina avrebbe presentato gli ultimi tre bilanci e l’elenco dettagliato dei creditori.

Soltanto di fronte a precise garanzie sul piano di ristrutturazione del debito sarà possibile scongiurare lo scenario più funesto per la società. Evitando anche eventuali azioni cautelari o esecutive da parte di terzi, come una messa in mora dei calciatori. Nel caso in cui l’istanza dovesse essere accolta è prevista la nomina di un commissario giudiziale.
In caso di rigetto della proposta difensiva, sarebbe invece immediata la dichiarazione di liquidazione giudiziale dell’Acr Messina. La Procura era rappresentata in aula dal sostituto procuratore Fabrizio Monaco, che ha curato con il collega Vito Di Giorgio l’inchiesta che aveva portato alle audizioni tra gli altri dell’ex presidente Pietro Sciotto, adesso socio di minoranza del club, del suo successore, il dimissionario Stefano Alaimo, e del segretario generale Alessandro Failla.

Secondo quanto è filtrato la pronuncia arriverà in tempi rapidi, nell’arco di una settimana. Tutti da chiarire i risvolti sportivi. Tenere in vita la società potrebbe coincidere infatti con la disputa di un torneo di serie D sulla carta già compromesso dai 14 punti di penalizzazione già inflitti dalla Lega Pro per i ritardi accumulati nei pagamenti di stipendi e contributi. Ma il tempo stringe e l’iscrizione andrà formalizzata entro un mese, considerata la scadenza del prossimo 10 luglio.





