La graduatoria ufficiale sui ripescaggi non è stata pubblicata ma tutti i club interessati hanno ricevuto nei giorni scorsi una Pec dalla Lega Nazionale Dilettanti con il computo del loro reale punteggio. E il Messina ha già risposto e presentato le sue osservazioni, ritenendo che quanto riconosciuto sul settore giovanile e il calcio femminile sia sottostimato.

Il punteggio effettivo calcolato a Roma non verrà però svelato dall’Acr, che preferisce mantenere sul tema il riserbo fin qui dimostrato anche dalla Lnd, che l’ha comunicato soltanto in forma riservata ai singoli club. Forse soltanto dopo il Consiglio Direttivo che tra fine luglio e inizio agosto ufficializzerà i ripescaggi se ne saprà di più. Sono sicuramente cinque i posti da riempire, in virtù delle defezioni di Rimini, Valmontone, Sora e Sangiuliano e del ripescaggio in C del Foggia in luogo della Ternana. Dalle ultime, come riporta il giornalista Nicola Binda, ci sarebbe anche la Juve Stabia in bilico in B: una eventuale esclusione delle “vespe”, se i crediti di imposta utilizzati per l’iscrizione fossero ritenuti fasulli in sede di accertamenti, riporterebbe il Bari in C, liberando un altro posto in D. E vi sono poi i ricorsi pendenti di fronte alla Covisod, che dovrà pronunciarsi ad esempio su Enna e Fasano.
Secondo le ricostruzioni delle scorse settimane, l’Acr dovrebbe avere ottenuto 2 punti in quanto “società partecipante ad almeno un campionato” con l’Under 19. Tra le “valutazioni aggiuntive” rientrano invece i quattro “campionati nazionali di calcio femminile” (2 punti per ogni stagione nell’ultimo quinquennio) svolti in sinergia con Unime e Giovanile Rocca dal “vecchio” Acr, per un totale di 8 punti. Non è chiaro se è stato riconosciuto un altro punto in quanto “società terza classificata nel Premio Disciplina del Campionato Nazionale Juniores”. Proprio su giovanili e femminile vertono le osservazioni presentate dal Messina.

Sembrano invece assodate tutte le altre voci. Per il bacino di utenza, avendo la sede in un capoluogo di Provincia, il “nuovo” Acr ha ottenuto 3 punti. Altri 7 arrivano per “meriti sportivi”, legati al 15esimo posto conclusivo nell’ultimo torneo (3 punti) e alla retrocessione nel playout con pareggio (4 punti, sarebbero stati soltanto 2 in caso di sconfitta). I nove anni di affiliazione ereditati in Tribunale dal “vecchio” Acr di Pietro Sciotto sono fondamentali come “valore sportivo” e garantiscono 19 punti. 4 per ogni anno di appartenenza a Campionati Professionistici (il Messina ha disputato ben quattro stagioni in Lega Pro), 3 per ogni campionato di serie D disputato nel quinquennio precedente e per l’Acr conta il 2020/2021, la stagione della promozione in Lega Pro.
Altri 3 punti per la “valutazione dell’impianto”. Pesa in tal senso il verbale della Commissione di Vigilanza con la capienza dello stadio “Franco Scoglio”, senza il quale si sarebbe ottenuto un solo punto. Senza fallimenti e ripartenze, che hanno caratterizzato gli ultimi tre lustri, Messina sarebbe già certa di un posto in quarta serie. Che rischia invece di dovere inseguire sul campo, dopo lo scellerato play-out di Ragusa, costato il declassamento in Eccellenza.





