Il Giro riparte dalle montagne. Italia a secco, non c’è ancora l’erede di Nibali

Vincenzo NibaliVincenzo Nibali è risalito in 13esima posizione

Il Giro d’Italia entra nella sua seconda settimana ancora in attesa di una vittoria italiana dopo ben nove tappe, ma in una situazione di grande equilibrio. Le prossime frazioni sono chiamate a far emergere un vero leader, degno di indossare la maglia rosa alla crono finale di Verona e l’occasione potrebbe arrivare nel weekend, che si annuncia difficile, con gli arrivi sabato a Torino dopo i colli della Maddalena e di Superga, e domenica a Cogne dopo due salite di prima categoria.

Vincenzo Nibali

Nibali durante la scalata del Blockhaus

Dopo il giorno di riposo, già martedì si entra nel vivo della corsa con una decima tappa solo apparentemente priva di insidie: dopo la partenza da Pescara e un centinaio di chilometri pianeggianti, nella seconda parte si fa molto mossa, tra infiniti saliscendi verso il traguardo di Jesi adatti a fughe e imboscate. Tra i più desiderosi di tornare in sella c’è il francese Romain Bardet, uno degli uomini ‘forti’ della corsa, cui partecipa per la seconda volta e che ha appena sfiorato la prima vittoria di tappa, beffato in vetta al Blockhaus dall’ex compagno di squadra Jai Hindley.

Dal mazzo degli aspiranti al successo sono già esclusi Dumoulin, Kelderman e Yates, che con l’azzurro Ciccone hanno perso terreno sul Blockhaus, e ora vanno tenuti d’occhio soprattutto, oltre a Bardet, Richard Carapaz, Mikel Landa e Joao Almeida, divisi tra loro da una manciata di secondi e in scia al leader Juan Pedro Lopez. Lo spagnolo si dice incredulo di avere ancora sulle spalle la maglia rosa dopo sei giorni ma nel frattempo ha preso fiducia e non sembra disposto a cederla tanto facilmente.

Vincenzo Nibali

Vincenzo Nibali si rilassa con la pressoterapia

Sul fronte tricolore, il migliore in classifica è il quarantenne Domenico Pozzovivo, ottavo a 54 secondi dal leader, mentre Vincenzo Nibali è tredicesimo ma con un ritardo di oltre tre minuti. Protagonisti entrambi di una bella prova sul Blockhaus, restano ancora un esempio, anche se dopo l’annuncio dello “squalo dello Stretto”, che nella sua Messina ha ufficializzato il ritiro a fine stagione, per il bene del ciclismo italiano qualcuno dovrebbe cominciare a prenderne il testimone. Il corridore dell’Astana intanto, già recordman di presenze sui podi delle grandi corse a tappe, si è rilassato in albergo con la pressoterapia, speranzoso di potere carburare ancora alla distanza. Per abdicare davvero ci sarà tempo.

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