Il big match va al Basket School Messina, ma gli etnei contestano l’arbitraggio

Il canestro decisivo realizato da Tomas Di DIo

Il Basket School Messina vince sul filo di lana la partitissima del girone Orientale della Serie D Regionale che la vedeva opposta all’altra capolista Polisportiva Alfa Catania e si avvia a vincere la stagione regolare in attesa della fase ad orologio. Affermazione sofferta (49-48) dei bianco blu al termine di una gara non certo bellissima, a causa dei tanti errori commessi sia dai giocatori sia dai due fischietti che hanno scontentato entrambe le formazioni, anche se a dire il vero sono stati gli ospiti ad esternare maggiormente il loro malcontento per il trattamento subito. Alla vigilia ci si attendeva una gara spettacolare, invece di spettacolo se n’è visto davvero pochino sul parquet del PalaTracuzzi, tanti gli errori al tiro e tante (forse troppe) le proteste che accompagnavano le decisioni arbitrali. Gli etnei si presentavano al big match con la formazione al completo, gli scolari erano privi di Bonfiglio e Donia, con Tomas Di Dio non al meglio per un problema al dito di una mano, che non gli ha permesso di esprimersi al meglio.

Il Basket School difende a zona

Il Basket School difende a zona

La squadra di Davide Di Masi inizia alla grande il match, la tripla di Saccà ed il gioco da tre di Catotti regalano lo 0-6, mentre i messinesi sparano a salve, il primo punto lo mette Adorno dalla lunetta dopo il tecnico chiamato al coach catanese. Messina è poco concreta e trova punti solo ai liberi, Di Dio soffre per il problema al dito e per la marcatura ferrea a cui viene sottoposto, mentre Gambino e Licciardello realizzano dal campo ed il 3-10 fotografa perfettamente l’andamento del match. Finalmente, dopo cinque minuti, Occhino mette il primo canestro e completa il gioco da tre, che fa il paio con i liberi di Adorno per l’8-10. Gambino, il top scorer della gara con 20 punti finali, mette altri tre punti (2+1), ma ancora Adorno capitalizza il viaggio in lunetta e fissa il risultato sul 10-13 alla fine del primo parziale. Gli ospiti però lamentano i tanti falli (10) fischiati loro dagli arbitri contro i 4 dei messinesi.

Adorno imposta l'azione per i peloritani

Adorno imposta l’azione per i peloritani

Nonostante tutto gli scolari rimangono in scia dell’Alfa che inizia bene anche il secondo parziale con la penetrazione di Marino ed il canestro di Gambino dall’angolo (10-17). Trimarchi si fa rispettare sotto le plance, realizza dopo un rimbalzo e si prende anche il fallo, ma non completa il gioco da tre, poi si rivede Di Dio che mette i suoi primi punti dal campo con una splendida penetrazione (14-17). I rossoblù non stanno a guardare, Gambino si libera bene e va a segno, poi Catotti dalla media ristabilisce le distanze. Adorno cerca di scuotere i suoi compagni, ma non c’è verso, così sono gli ospiti ad allungare approfittando dei viaggi in lunetta di Vetrano, Licciardello e Pennisi (16-26). Adorno, nonostante sia gravato di tre falli non molla, suo il canestro del -8, ma dopo una bella stoppata di Tomas Di Dio è Licciardello a regalare il massimo vantaggio agli ospiti con una tripla. Il primo tempo si chiude sul 22-29 per via dei punti realizzati da Di Dio e Occhino.

Catotti in lunetta

Catotti in lunetta

Nel Secondo tempo Baldaro schiera i suoi a zona, con Ioppolo al posto di Calderazzo. Occhino mette i primi due punti della ripresa, ma non realizza l’aggiuntivo,  Valenti riporta a +7 i suoi, Mazzù fa 2/2 (26-31). Il quarto fallo di Adorno al 24’ complica i piani di Baldaro, ci si mette pure Gambino con due bombe consecutive che potrebbero spaccare il match per il nuovo +11 etneo. Una boccata di ossigeno arriva per i peloritani con il canestro di Mazzù ed il libero di Trimarchi, ma il canestro di Marchetta fissa il risultato sul 29-39 alla penultima sirena. Punteggio bassissimo per una gara fra prime in classifica, un Basket School così asfittico in attacco non lo si era mai visto in questa stagione!

Occhino in lunetta

Occhino in lunetta

L’ultimo quarto non inizia sotto i migliori auspici per il team di Baldaro, infatti ancora Gambino regala il nuovo massimo vantaggio ai suoi (+12). A questo punto la partita cambia volto, gli scolari si rimettono a giocare. Comincia Occhino (2/2), poi la rubata che vale i due punti del redivivo Di Dio. Adorno manda a canestro Mazzù e poi piazza una triplona dall’angolo, rimettendo in partita i suoi (38-41), il tutto in poco meno di tre minuti. Di Masi è costretto al time out, così al ritorno in campo Saccà in sospensione riporta l’Alfa a +5, ma il trend della gara è cambiato, Di Dio mette un gran canestro, Trimarchi da sotto per il -1 a 3’ e 15” dalla fine. Il canestro del sorpasso lo realizza Tomas Di Dio in velocità, ma il quinto fallo personale di Trimarchi manda in lunetta Marino che riporta i suoi avanti di uno (44-45). Il finale è elettrico, ogni fischio viene contestato, Adorno realizza e mette pure l’aggiuntivo,  gli risponde per le rime Gambino (47-48). Il nervosismo la fa da padrone, gli arbitri non puniscono un evidente sfondo su Di Dio. Tomas si conferma cecchino implacabile, si alza dalla lunetta e mette i due punti decisivi: 49-48! Ma non finisce qui perché nell’azione successiva Saccà si vede chiamare una infrazione sul palleggio che manda su tutte le furie la panchina ospite. Fra una protesta e l’altra, Occhino trova il modo di sprecare due liberi per chiudere la contesa, ma l’ultimo attacco degli ospiti non sortisce effetti. Finisce in gloria per il Basket School Messina, la Polisportiva Alfa esce a testa alta dal PalaTracuzzi. Appuntamento alla fase ad orologio!

Tabellino:

Basket School Messina – Pol. Alfa Catania 49-48

Basket School Messina: De Salvo n.e., Trimarchi 5, Adorno 15, Casile, Ioppolo, Occhino 9, Di Dio 13, Mazzù 7, Andronico n.e., De Domenico n. e., Calderazzo. Allenatore: Dani Baldaro

Pol. Alfa Catania: Valenti 2, Saccà 5, Marino 4, Catotti 5, Vetrano 2, Licciardello 6, Puglisi, Pennisi 2, Marchetta 2, Gambino 20, Alfrè n.e.. Allenatore: Davide Di Masi.

Parziali: 10-13; 22-29; 29-39; 49-48.

Arbitri: Antonino Gennaro di Sant’Agata Militello e Vittorio Lenzo di Capo d’Orlando

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