Il Bari spinge per la C. Tanti club alla finestra nell’estate dei ricorsi infiniti

Aurelio De LaurentisIl presidente del Bari Aurelio De Laurentis (foto Ansa)

L’ambizione di Aurelio De Laurentis farà riscrivere le regole? È questa la domanda che scuote la già caldissima estate pallonara italiana. Il neonato Bari, che da regolamento dovrebbe ripartire dalla D, nonostante l’avversione di Lega Pro e Lega Nazionale Dilettanti, fa pressioni su Coni e Federcalcio per ottenere un’ulteriore agevolazione. Ovvero la riapertura dei termini dei ripescaggi, per colmare i vuoti di organico in Lega Pro.

Lo striscione dei tifosi del Napoli, contrari all’acquisto del Bari (foto Ansa)

Alla finestra ci potrebbero essere addirittura sei club. Ovviamente il Messina, che aveva già richiesto una deroga, essendo fuori graduatoria e non potendo quindi presentare domanda di ripescaggio, dopo il precedente del Monza nel 2016. Tra le aventi diritto dovrebbero rientrare Reggiana Modena, fresche di esclusione dalla C, e ovviamente Cesena e Avellino, estromesse insieme ai “galletti” dalla B.

I bianconeri sono già protagonisti sul mercato, come dimostra l’imminente firma del messinese Ricciardo, mentre gli irpini devono correre per cercare di costituire una società che possa per lo meno concorrere per un posto in soprannumero in D, proprio come fece Sciotto l’estate scorsa dopo la mancata iscrizione in C del “vecchio” ACR. Prematuro parlare di Lega Pro per i biancoverdi, anche se è un’ipotesi che magari stuzzicherebbe un’altra piazza ferita e molto appassionata. Alla finestra c’è anche il Taranto, che non ha presentato domanda di ripescaggio in prima battuta, a differenza ad esempio di Cavese e Imolese, ma potrebbe tornare in corsa adesso, se avrà nel frattempo reperito i fondi necessari.

Giovanni Malagò

Il presidente del Coni Giovanni Malagò (foto Ansa)

In tutto questo bailamme, ci sono una miriade di ricorsi pendenti. In A sembra potere fare paradossalmente festa il Chievo, che “sfrutta” le ferie del Tribunale Federale Nazionale e il vizio di procedura che ha vanificato il primo processo a suo carico. Nell’ambito dello stesso procedimento, il “vecchio” Cesena è stato invece condannato a scontare quindici punti di penalità, che però non potranno essere inflitti al “nuovo” Cesena. Da qui le legittime istanze dell’Entella, che chiede la riammissione in B al posto dei romagnoli.

A quel punto salterebbe il ripescaggio del Siena, terzo in una graduatoria (mai pubblicata!) che vede Novara e Catania in testa, dopo la vittoria di un ricorso che ha vanificato le condanne per il mancato versamento degli emolumenti, inflitte a piemontesi ed etnei nelle stagioni precedenti. Erano causa di esclusione dalle graduatorie, da qualche settimana non lo sono più. Si attende poi la pronuncia definitiva anche sull’esclusione di Prato e Como, che sperano di riottenere in extremis la C dopo la bocciatura in prima battuta della domanda di ripescaggio. Un caos epico, che ha già portato al posticipo di calendari e inizio dei tornei.

Avellino

L’Avellino è costretto a ripartire nuovamente dalla D

Che potrebbero slittare ancora in caso di riapertura dei termini per i ripescaggi. Al Bari, al Messina e alle altre candidate dovrebbero infatti essere concessi dieci giorni di tempo per il versamento del fondo perduto e della tassa di iscrizione e la presentazione della doppia fideiussione richiesta a garanzia degli investimenti previsti e soprattutto degli emolumenti dovuti ai tesserati. Troppe squadre ripescate negli ultimi anni sono poi finite a gambe all’aria nel giro di un paio di stagioni. Ecco perché Gravina e Sibilia sono cauti, nonostante la nuova proprietà del Bari dia ovviamente garanzie dopo la scalata avviata nel 2004, con gli stessi dirigenti, dal Napoli. Conteranno di più il peso di De Laurentis e della sesta tifoseria d’Italia o la necessità di ridurre il novero delle partecipanti?

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