Igor, l’eroe romantico. “Per i livornesi un Dio, lo diventò grazie a Messina”

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Si è conclusa a Messina la prima parte del tour di “Igor. L’eroe romantico del calcio”. Grande l’emozione in riva allo Stretto nella piazza in cui Protti ha spiccato il volo verso palcoscenici importanti. Tre stagioni in giallorosso, con 31 gol all’attivo, vissute intensamente dal 1989 al 1992. La carriera del campione, le testimonianze, i filmati, le interviste d’epoca e i retroscena per raccontarne l’uomo, dentro ma soprattutto fuori dal rettangolo di gioco.

Igor Protti
Emozione al Cinema Lux per la proiezione

Un capitolo per ogni tappa: dagli inizi al Rimini, il Livorno, l’esperienza al Messina, i quattro anni fantastici a Bari con il titolo di capocannoniere conquistato in massima serie nonostante la retrocessione dei biancorossi, le poco felici avventure alla Lazio e al Napoli, quindi la sorprendente scelta di ritornare al Livorno nel 1999. Una scommessa vinta trascinando i labronici dalla C alla Serie A, fino al ritiro celebrato nel 2005 dopo la gara con la Juventus. Oggi sta conducendo la battaglia più importante contro il male che lo affligge da quasi un anno e che gli ha impedito di poter partecipare alle proiezioni programmate su e giù per l’Italia per ricevere il meritato abbraccio dei tanti tifosi che lo amano.

Presente in sala, al Cinema Lux, il regista livornese Luca Dal Canto, con gli interventi in apertura moderati dal giornalista Salvatore De Maria: “Igor ha realizzato il documentario prima che scoprisse la malattia, comparsa un mese e mezzo dopo le riprese. Adesso sta lottando, ci sono ovviamente alti e bassi legati a varie dinamiche. Voleva essere presente in tutte le tappe del tour, ma sono città molto distanti da dove risiede lui, tranne Livorno. Girando le riprese a Messina capimmo come ci fosse stato un rapporto particolare tra lui e questa città. Se non ci fosse stata Messina sulla strada di Igor non sarebbe diventato quello che è stato. Qui ha trovato la piazza ideale per le sue caratteristiche di uomo viscerale e passionale, inoltre è stata importante dal punto di vista umano, avendo conosciuto tanti amici”.

Igor Protti
Igor Protti saluta i tifosi del Livorno

Lo sceneggiatore Alberto Battocchi ha ricordato quanto Livorno adori lo “Zar”. La promozione sfumata ai playoff del 2001 tra le lacrime contro il Como non scalfì la scalata dei toscani e del suo uomo simbolo. Centrata la B l’anno successivo, nel 2004 arrivò anche la gioia più grande, quando Protti in tandem con Lucarelli a suon di gol e sotto la guida di Mazzarri riportò il Livorno nell’Olimpo del calcio: “Il film è la storia di Igor, che per noi livornesi è una sorta di Dio. Ci ha portato dalla C alla A, qualcosa che per noi era fantascienza. Raccontare Igor ci dava una certa responsabilità. Al di là del calcio giocato dietro c’è veramente tanto. La presenza di Nino Martorana dimostra le amicizie che lui ha conservato a Messina, così come a Bari, Livorno, Napoli e Roma sponda Lazio. Valori di un calcio, pieno di legami, che oggi non c’è più”.

Per le altre proiezioni lungo la penisola di “Igor. L’eroe romantico del calcio”, l’appuntamento – comunica l’Associazione Culturale Bredenkeik – è a metà maggio “per una coda con eventi scolastici e didattici, a cui teniamo tantissimo, forse una nuova città che vive di calcio e passione e un ritorno che tutti aspettano. Prima poi dell’estate e delle arene, con il fascino di rivivere le emozioni del documentario sotto le stelle e al chiaro di luna”.

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