Grande calore per Nibali ma a Messina non mancano mai inciviltà e polemiche

La partenza dal c.so Garibaldi

La lodevole iniziativa che ha portato tanti amanti del ciclismo a misurarsi sulle strade della nostra provincia, le stesse sulle quali è nata la leggenda di Vincenzo Nibali, va in archivio con un bilancio in chiaro scuro. Va certificata la grande partecipazione: erano addirittura in 520 alla partenza, numeri che difficilmente vengono eguagliati in simili eventi, anche a ben altre latitudini. Non si può non celebrare poi il consueto calore che viene riservato allo “Squalo dello Stretto” quando fa ritorno a casa. Ma la prima Gran Fondo, scattata da via Garibaldi, si porta dietro anche uno strascico di polemiche tipicamente messinesi, che avremmo preferito evitare.

Gabriele Russo della Fausto Coppi di Calatabiano, vince la prima edizione del Gran Fondo Nibali

Gabriele Russo della Fausto Coppi di Calatabiano, vince la prima edizione del Gran Fondo Nibali

I ciclisti hanno toccato tra le altre la litoranea, Mortelle, Castanea, Salice, Marmora, Ortoliuzzo, Villafranca, per fare tappa anche a Venetico, località in cui è nata la madre di Vincenzo, Giovanna. I partecipanti sono stati però costretti a fare i conti con una serie di fuoriprogramma, che non a caso hanno portato gli stessi organizzatori a pubblicare un duro post su Facebook, sul quale ci siamo già soffermati in un altro articolo (clicca qui per rileggerlo). A pesare – sostengono – la mancata presenza nel momento clou degli 86 uomini della Protezione Civile, precettati proprio dall’Amministrazione.

Messina– duole evidenziarlo – ha dato infatti nuova testimonianza della propria inciviltà. E sarebbe troppo facile puntare il dito soltanto contro le Istituzioni, anche se qualche lacuna dal punto di vista organizzativo è evidentemente emersa e va evidenziata. Spicca ancora una volta la nota avversione dei messinesi per le regole ed il buon senso oltre che per il codice della strada. Secondo le testimonianze di addetti ai lavori e spettatori nel corso della gara i corridori si sono trovati di fronte automobili che gli andavano incontro in senso di marcia opposto al loro… I conducenti hanno deciso infatti di transitare comunque all’interno di un percorso che doveva essere – almeno per un’ora – riservato alle biciclette.

Passaggio dentro il centro di Castanea

Passaggio dentro il centro di Castanea

Addirittura uno dei battistrada, nei pressi del tratto in pavé di Gesso, è stato sorpassato in curva da un auto! Per non parlare dei mezzi che erano comunque parcheggiati lungo il tragitto, nonostante le strade fossero state chiuse al transito. Evidentemente il servizio d’ordine non è stato impeccabile ma senza la minima collaborazione dei residenti è difficile pensare di mettere in piedi un evento di ampio respiro. Le conseguenze avrebbero potuto essere ancora peggiori, se è vero che uno degli atleti al via per la Medio Fondo, ad una decina di chilometri dal traguardo, sulla litoranea, è stato protagonista di uno scontro, fortunatamente lieve, con un auto, che lo ha costretto comunque ad una breve visita al Policlinico per via delle escoriazioni riportate.

All’arrivo infine i ciclisti hanno dovuto impegnarsi per schivare la gente che ha invaso la carreggiata destinata alla gara e perfino le auto al seguito, le tradizionali “ammiraglie”… A loro era stata destinata la corsia sinistra, mentre i corridori avrebbero dovuto percorrere quella destra. Ma qualcosa non ha funzionato al meglio, originando inevitabilmente un po’ di confusione…

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