Sono stati giorni molto difficili per la Polisportiva Gioiosa. La drammatica scomparsa dell’allenatore in seconda Leo Scaffidi, lo scorso 1 ottobre all’età di 62 anni, ha lasciato una ferita profonda in tutto l’ambiente biancogranata, che difficilmente potrà risanarsi e ha segnato in negativo una fase storica del calcio gioiosano, che da oltre un anno sta vivendo il sogno della quinta serie. Tutto il mondo del calcio dilettantistico della provincia e non solo si è stretto attorno alla società, nel ricordo di Scaffidi, uomo di calcio apprezzato e stimato in tutto il comprensorio.

Con il cuore gonfio di commozione e gli occhi ancora lucidi si prova ad andare avanti, a tornare a una realtà che inevitabilmente non sarà più la stessa. Il primo a provarci è proprio il numero uno della società Andrea Cultrona, che traccia un personale ricordo di mister Scaffidi: “Con Leo ci legava un’amicizia vera, profonda e sincera, da diversi anni. Lo conobbi a San Piero Patti perché mio figlio giocava nella squadra giovanile locale e mi colpì immediatamente il suo modo di approcciarsi ai più giovani ma soprattutto mi accorsi che oltre a essere un ottimo allenatore prima di tutto trasmetteva valori. Diventammo amici, così da dirigente l’ho voluto fortemente alla Polisportiva Gioiosa e lui è stato tra i grandi protagonisti della scalata di questi anni. Ha vissuto tutte le promozioni dalla seconda categoria fino alla salvezza dello scorso anno in Eccellenza, perciò sostituirlo umanamente sarà impossibile e professionalmente sarà molto difficile”.
Il presidente parla anche del momento complicato che sta vivendo la squadra: “Tornare in campo ad allenarsi non è facile, dopo tutto bisogna comprendere che stiamo pur sempre parlando di ragazzi. Non si può tornare a fare quello che si faceva prima come se nulla fosse, anche perché l’incidente è avvenuto proprio all’ingresso del campo, per cui è facile immaginare che il pensiero dei ragazzi vada subito al mister e a quel maledetto pomeriggio. A loro ho già detto che sono stati dei privilegiati, l’opportunità di lavorare e conoscere una persona come Leo Scaffidi è un privilegio che devono portare nel cuore”.

Sabato però si torna in campo ad Avola, per una trasferte più insidiose del campionato: “Ci tengo a ringraziare tutte le società che pubblicamente o privatamente hanno espresso la loro vicinanza nei nostri confronti, così come ringrazio il Giarre, che ci ha dato la possibilità di posticipare la partita che si sarebbe dovuta giocare sabato scorso. Sabato affronteremo una squadra forte, tra le migliori della categoria. I ragazzi devono iniziare a reagire anche se questo richiederà del tempo. Paradossalmente affrontare una formazione come l’Avola può essere un vantaggio: ci costringe a tenere l’attenzione più alta che si può rispetto a un impegno che inconsciamente si può ritenere più abbordabile”.





