Il verdetto più amaro è arrivato: il Messina retrocede in serie D. Dopo la gara di ritorno dei playout persa di misura allo “Zaccheria”, che ha condannato i peloritani al declassamento, mister Antonio Gatto è l’unico a metterci la faccia in sala stampa: “Affrontavamo una signora squadra che come noi voleva la salvezza, davanti al proprio pubblico. Nel primo tempo ho visto una partita abbastanza equilibrata. Tranne il gol di Emmausso e un’azione sempre in ripartenza su errore nostro non abbiamo subito questa veemenza del Foggia. Nel secondo tempo la squadra ha invertito completamente la rotta, siamo stati sempre nella loro metà campo e abbiamo sbagliato il rigore, cose che capitano nel calcio. Una squadra doveva retrocedere ed è toccato a noi. Non ho nulla da rimproverare ai ragazzi, non sono stati affatto contratti. Abbiamo fatto la partita che dovevamo, costruendo le nostre palle gol, compreso il rigore, ma è andata così”.

I maggiori rimpianti possono essere legati dal non aver sfruttato il fattore campo sette giorni fa al “Franco Scoglio”, ma Gatto su questo aspetto spiega: “All’andata la squadra ha iniziato un po’ contratta, abbiamo provato a vincere, senza riuscirci. Abbiamo avuto due o tre occasioni, mentre il Foggia ha sfiorato il gol con Sarr quasi a fine partita. I playout li volevamo vincere entrambi e si cerca di fare di tutto per portare il risultato dalla propria parte. Sono gare che hanno un significato importantissimo. Lo 0-0 ci dava comunque la possibilità di giocarcela qui a Foggia, dove la partita è rimasta in equilibrio fino alla fine. Avessimo segnato il rigore ci sarebbero stati 25 minuti da giocare, considerati gli 8′ di recupero. I rigori li sbaglia chi li tira, non possiamo certo dare colpa ad un ragazzo”.
Rispetto alla vittoria ottenuta lo scorso 19 aprile a Foggia sembra invece essere stato tutto completamente diverso: “La posta in palio è cambiata, quando siamo venuti a Foggia mancava ancora una gara di campionato e loro dovevano giocare ancora a Picerno. Questo era un playout in cui la testa è indirizzata alla salvezza e abbiamo trovato un avversario più determinato che voleva conquistare la permanenza”.

Sulle novità Garofalo e Chiarella nell’undici titolare, invece, sottolinea: “Ci sono state alcune scelte obbligate. Ho preferito mettere Garofalo a sinistra cercando di impiegare in avanti due giocatori più offensivi come Chiarella e Tordini. Il piano gara si fa all’inizio e può andare bene o no. Il secondo tempo è stato la dimostrazione che avevamo pensato giusto, purtroppo non è arrivato il gol e siamo dispiaciuti di non aver regalato ai nostri tifosi la salvezza. L’infortunio di Tordini? Gli hanno messo cinque punti, ha un buco nella gamba, ma ha tutto il tempo per guarire. Perché Dell’Aquila soltanto nella ripresa? Da tanto non si allenava con frequenza, dovevamo decidere se sfruttarlo nel primo o nel secondo tempo, non è una scelta dettata dal valore del giocatore, ma da quanto poteva reggere fisicamente. Abbiamo pensato che con il passare dei minuti potesse dare qualcosa in più. Non cambierei nulla, quindi, sulla scelta del piano gara”.
Gatto si rivolge infine ai tifosi giallorossi: “Devono essere fieri di avere avuto un gruppo di uomini prima ancora che calciatori come quelli del Messina che durante tutta la stagione hanno lasciato da parte tutte le problematiche. Siamo venuti a Foggia non pensando a quello che abbiamo passato in questi mesi, andando in campo a dare battaglia. I ragazzi, anche oggi, hanno onorato la maglia. Dall’altra parte c’era un’altra squadra con valori importanti. La città di Messina, anche nella retrocessione, deve essere orgogliosa di come questi ragazzi hanno difeso i colori sociali. Mi dispiace che non siano riusciti a regalare alla gente qualcosa di diverso. Fa parte del gioco, come sempre c’è uno che vince e uno che perde, lo sport è così. Non dobbiamo chiedere scusa perché abbiamo dato il massimo, offrendo tutto quello che avevamo dentro. E ora bisogna ripartire”.





