Correnti: “Lavoreremo il triplo per ripartire. Nel 2021 in campo fino a luglio”

Porchi e CorrentiEnzo Porchi e Cristina Correnti

La presidentessa della Fip Sicilia Cristina Correnti in questi giorni caratterizzati dal dilagare della pandemia da Covid-19 e dalla totale sospensione di tutte le attività del comitato regionale è intervenuta nel programma curato dalla società Panormus Basket, per fare il punto della situazione in questi primi mesi del suo mandato e tracciare la linea per una possibile ed auspicabile ripartenza.

Cristina Correnti

Cristina Correnti e i Comitati chiedono un posticipo di altri due mesi

“Stiamo vivendo il punto più travagliato che lo sport abbia mai vissuto. Il basket, essendo per eccellenza uno sport di contatto, ha subito ancora di più il contraccolpo ed è stato frenato dalle restrizioni. Sto cercando di essere vicina a tutte le società in ogni modo possibile e con comunicazioni continue. Non vediamo l’ora di fare ripartire il movimento, che poi simboleggia la nostra vita quotidiana e quella dei nostri ragazzi. Speriamo di uscirne presto e più forti di prima. Sappiamo che dovremo lavorare il triplo per tornare ai livelli pre-Covid. Quando vi sarà la ripresa non è facile prevederlo. Altri comitati regionali hanno pensato alla data del 10 gennaio come dead line per una possibile ripresa, mentre in Sicilia si è stabilito di attendere l’ok agli allenamenti. Da quel momento vorremmo concedere un mese alle società per riprendere la preparazione e poi cominciare i vari campionati. Predisporremo comunque i calendari provvisori solo all’effettiva ripresa degli allenamenti delle società”.

Pippo Sidoti

Un allenamento del Basket School Messina

Per il massimo dirigente isolano l’attività all’aperto e un miglioramento dell’impiantistica regionale rappresentano le due priorità da cui ripartire. “Spero che in futuro lo sport venga più tutelato, credo che con accorgimenti e tutele il lavoro individuale in palestra potesse continuare. Tutte le società si sono attivate reperendo i presidi sanitari e non si sono registrati numeri elevati di casi, ma la Fip ha rispettato scrupolosamente le norme del Dpcm, per cui si è deciso di fermare tutto. Non dobbiamo dimenticare che siamo prima educatori e poi allenatori. Le regole vanno rispettate con rigore. Altre Federazioni hanno assorbito campionati giovanili tra quelli di interesse nazionale, noi abbiamo operato diversamente. All’aperto l’attività sta continuando con al massimo sei persone: alcuni presidenti si sono assunti la responsabilità mentre altri stanno prediligendo la linea dell’attesa. Il problema delle palestre scolastiche è stato il primo ad essere affrontato ad inizio anno. La gestione è demandata per legge al consiglio d’istituto, per cui ogni responsabilità in materia della sicurezza prevede diversi ostacoli burocratici. Ci sono stati diversi interventi del presidente Petrucci, di D’Antoni e un miglioramento dei protocolli Fip sempre per venire incontro alle esigenze delle Asd“.

Una visuale di una palestra scolastica

Anche accedere ai fondi per la ripartenza non è affatto agevole: “Adesso si profila un’ulteriore beffa ovvero che per la presentazione dell’istanza per accedere al fondo perduto occorre il tesseramento di 25 atleti e ad oggi coi tornei fermi quasi nessuno ha potuto ovviare a questa prescrizione. Non c’è stato ovviamente il tempo utile da agosto ad oggi per tesserare i ragazzi e queste società non potranno accedere al fondo. Questa pandemia sta smascherano sempre nuove beghe con problematiche molto diversificate. Le palestre scolastiche andrebbero assegnate al patrimonio dei Comuni e poi alle società, come succede per i palazzetti. Penso inoltre che in Sicilia grazie al clima favorevole per larga parte dell’anno si potrebbe giocare in playground all’aperto ma purtroppo ne abbiamo veramente pochi ed all’altezza in regione. Anche per un ragazzino è importante magari in estate recarsi in un campetto a fare due tiri. Servono campi nei quartieri, questo ce lo insegna la pandemia ma serve anche in tempi di vita quotidiana”.

campo George Floyd

Il campo George Floyd a San Raineri

Le preoccupazioni dell’ex giocatrice della Nazionale riguardano il comprensibile calo dei tesserati e la ripartenza dei campionati giovanili e senior che tutti si auspicano possa avvenire nel 2021 protraendosi magari fino ad estate inoltrata. “Non dimentichiamoci che a soffrire in primis in questo momento sono i più piccoli che magari hanno visto un po’ come esperienza di vita la prima fase di marzo ma adesso sono preda di ansie e difficoltà generali, sentendo la mancanza sia dei compagni di scuola che dello sport. Il calo dei tesserati nel minibasket è quantificato almeno nella misura del 30 per cento. Gli appassionati li teniamo, questo è certo, ma siamo consapevoli che come comitato dovremo fare i salti mortali per risollevarci. Il nostro impegno è che i campionati li disputeremo anche sfruttando l’intero mese di luglio se fosse necessario proprio per permettere ai giovani di giocare perché loro vanno tutelati anche maggiormente rispetto alle prime squadre. Servirà una grande unione d’intenti alla ripresa e non più inutili divisioni. Come in ogni famiglia gli scontri ci saranno ma dovremo essere bravi ad assestarci e limitare i colpi per poi puntare ad una rinascita il prossimo anno. Il comitato da subito è stato vicino a tutti, destinando anche alle società la quota del 20 per cento che storicamente era sempre trattenuta a livello centrale. Ogni rinunzia nei campionati senior ad oggi è stata accettata senza alcuna penale. Non sono un presidente miope, per cui accetterò ogni decisione. Non è un momento indolore questo, saremo sempre vicini e dialogheremo con società e ragazzi, perché sono tutti in difficoltà. In futuro proporrò i campi all’aperto, promozione del minibasket sul territorio e annate allargate nei campionati giovanili. Insomma, un ritorno al passato, attingendo a quanto di buono fatto precedentemente che non va necessariamente cancellato”.

Fip Sicilia

I consiglieri della Fip Sicilia

In chiusura alcune riflessioni legate principalmente alla sua recente elezione come presidente di minoranza che sta ugualmente portando avanti un dialogo serrato col Consiglio. Professionalità dei dirigenti e maggiore impiego di atleti italiani sono le direttrici ulteriori che caratterizzano la visione della pallacanestro del futuro. “Nella mia elezione non è stato rispettato l’ordine di voto con presidente e assemblea eletti contemporaneamente. Il presidente è stato eletto a maggioranza assoluta mentre  i consiglieri a maggioranza relativa. Non credo che il consiglio andrà contro a prescindere, esclusivamente per ideologia contraria. Infatti sul contributo alle società il Consiglio ha capito la bontà della proposta avanzata, votandola. Ovviamente ogni discorso sul futuro passerà dalle risorse che intercetteremo, sia da un punto di vista finanziario ma soprattutto a livello di persone che amano questa disciplina. Tutte le persone migliori presenti sul territorio dovranno spendersi per promuovere il basket ad ogni livello provinciale. Nei ruoli chiave infatti vanno collocate persone di qualità, pronte a spendersi al cento per cento o ogni progetto, anche il più meritorio, fallirà. Dobbiamo scendere uniti in piazza e riconcepire il concetto di spazi aperti per veicolare la nostra disciplina. L’impiego di giocatori italiani è sempre minore, specie nei campionati femminili, per cui è normale poi faticare a livello di rappresentativa nazionale. Anche i presidenti devono cambiare la propria mentalità e puntare in modo equilibrato sui giocatori stranieri, che ovviamente costano meno di un atleta italiano. Guardiamo troppo all’estero, rispetto ad altri paesi che sono molto più protezionisti di noi. Dovremmo imparare da questi esempi e cercare di essere meno miopi per il bene del movimento”. 

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