Emanuele Filiberto di Savoia: “Soltanto in Serie D i playoff non valgono nulla”

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In un lungo post, rivolgendo a tutti gli auguri pasquali, il Principe Emanuele Filiberto di Savoia, si è espresso sulla situazione del calcio italiano, scottato dalla mancata partecipazione ai prossimi Mondiali. In riferimento al Savoia che ha rilevato con alcuni soci, reduce dalla vittoria contro il Messina ed in piena lotta per la promozione, arriva una sottolineatura ben precisa sulla formula del campionato: “Oggi ci troviamo davanti a un dato che non può più essere ignorato, per il terzo mondiale consecutivo l’Italia non partecipa. Questo non è un episodio, ma il sintomo evidente di un sistema che non funziona come dovrebbe. La verità è semplice, il calcio non si ricostruisce dalla cima, ma dalla base. Dai campionati dilettantistici, dai territori, da quelle categorie che ogni giorno tengono in piedi il movimento con sacrifici concreti. È lì che si formano le società, i dirigenti, i giocatori e la cultura sportiva. La Serie D, in particolare, rappresenta il punto più alto del dilettantismo e dovrebbe essere il vero ponte verso il professionismo. Ma proprio qui emerge una contraddizione evidente che va chiarita. Nei campionati professionistici, i playoff hanno un valore reale, permettono di conquistare la promozione. Lo stesso accade nei campionati inferiori come l’Eccellenza, dove i playoff portano concretamente alla categoria superiore. Solo in Serie D questo non accade. È l’unico livello in cui i playoff non danno accesso diretto alla promozione. Sale soltanto la prima classificata, mentre tutte le altre, pur disputando i playoff, non hanno un obiettivo sportivo diretto ma solo eventuali possibilità legate ai ripescaggi. Questo crea una frattura logica evidente, sopra i playoff valgono, sotto i playoff valgono, ma nel campionato più importante dei dilettanti no. Le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti, dal secondo posto in poi si perde inevitabilmente parte della tensione agonistica, si abbassa la competitività e si indebolisce il senso stesso del campionato. Non è una critica al mondo dilettantistico, ma a una regola che non ha coerenza con il resto del sistema. Ed è proprio per questo che serve un cambio di visione anche nella governance. Oggi, se si vuole davvero riformare il calcio italiano, bisognerebbe avere il coraggio di fare una scelta chiara, affidare la guida dei livelli più alti a chi conosce davvero le basi”. 

BREVI

Risultati e Classifica Serie D

Risultati e Classifica Eccellenza

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