Di Renzo: “Dopo i colloqui per tanti l’acquisto del Messina non era conveniente”

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La curatrice fallimentare dell’Acr Messina Maria Di Renzo ha commentato l’esito dell’asta ai microfoni di Pianeta Messina, non nascondendo un po’ di amarezza per il mancato arrivo di ulteriori proposte per il ramo d’azienda: “I colloqui sono stati numerosi, con vari investitori, e quindi onestamente non mi aspettavo che ci sarebbe stata una sola offerta, perché ho parlato con tanti che hanno manifestato nel corso di questo periodo dell’esercizio provvisorio un interesse all’acquisto”. 

Corrado Taormina
Il consulente della curatela Corrado Taormina (foto Paolo Furrer)

Ci sono altri dieci giorni a disposizione per eventuali interessati, che aumentando la base d’asta del 10%, e offrendo quindi 220mila euro, potrebbero dare il via a una nuova asta. Ma la Di Renzo è cauta su questo scenario: “Hanno raccolto informazioni ma mi è stato espressamente detto che sono state fatte delle valutazioni per le quali si è ritenuta l’operazione non conveniente. Non credo che adesso cambierà qualcosa, anche perché servirebbe un’offerta migliorativa”. 

Per la curatrice, affiancata dai consulenti Corrado Taormina e Domenico Amagliani, sono state settimane intense: “Ci ho messo l’anima. Ai tifosi chiedo di sostenere gli attuali aggiudicatari, che si spera diventeranno presto i nuovi titolari della squadra, confermando l’appoggio che ho ottenuto io. Chi ha avanzato quest’offerta farà un grande investimento economico, anche per la città”. 

Adamo e Di Renzo
La stretta di mano tra Adamo e Di Renzo (foto Paolo Furrer)

La Di Renzo ovviamente non si sbilancia: “Chiaramente la solidità della nuova proprietà la verificheremo soltanto in seguito. Per ottenere il trasferimento del titolo sportivo dovranno versare i 150mila euro residui e accollarsi il debito sportivo da 640mila euro, che è essenziale per la Federcalcio e la partecipazione al campionato. Le fideiussioni dovranno essere presentate alla Figc e non al Tribunale”. 

La curatela è destinata adesso a defilarsi, dopo gli ultimi adempimenti: “Sicuramente hanno acquisito tutte le informazioni che erano necessarie, quindi ritengo che la volontà sia seria, perché altrimenti non avremmo valutato positivamente l’offerta. È evidente che non possiamo sbilanciarci sul futuro, come procedura concorsuale ci interessiamo fino al momento del trasferimento del ramo d’azienda, quando verificheremo che ovviamente siano stati completati i due passaggi economici a cui facevo riferimento”.

Adamo e Giofrè
Adamo e Giofrè, legali del Racing City Group all’uscita del Tribunale (foto Paolo Furrer)

Non è raro che un’asta vada deserta. Accadde in prima battuta anche nel 2009 dopo il fallimento del Fc Messina: “Quando arriva una richiesta ho il dovere di fornire tutte le informazioni sullo svolgimento della procedura. Non è la prima volta che curo un’asta, magari questa ha evidenza pubblica e quindi maggiore attenzione mediatica. Gente che si affaccia e chiede informazioni e poi non partecipa all’asta c’è sempre, quindi personalmente come curatore o delegata alla vendita non mi creo particolari aspettative su chi poi effettivamente rilancerà l’offerta”.

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