Di Renzo a colloquio con sindaco e imprenditori. C’è il nodo debiti sportivi

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La ridotta liquidità di cassa (19mila euro, come si legge nella sentenza) impone alla curatrice fallimentare del Messina Maria Di Renzo di reperire fondi utili per finanziare la prosecuzione dell’attività sportiva, anche perché indire un’asta fallimentare richiede tempi tecnici che si proverà a ridurre sensibilmente rispetto ai due mesi canonici.

Società Cooperativa Calcio Messina
Ezio Sindoni, Federico Basile, Antonino Indaimo e Luigi Tinuzzo

Nel frattempo, al di là degli stipendi, sarà necessario garantire vitto e alloggio ai tesserati, organizzare le trasferte, saldare il canone comunale dello stadio e i servizi accessori per le gare casalinghe, come steward e assistenza medica. Non a caso è già riscesa in campo la Cooperativa, che ha lanciato un appello, avvierà una raccolta fondi ed è in contatto con la curatela.

L’avvocato Di Renzo ha già avuto un colloquio con il sindaco Federico Basile, che ha chiesto lumi sull’eventuale attivazione dell’esercizio provvisorio, e contatti con alcuni imprenditori. Tra loro soggetti che in passato si sono già interessati all’Acr e hanno richiesto una quantificazione dell’esborso previsto nei mesi a venire. Il nuovo club, che nascerebbe da una costola dell’Acr, attraverso la vendita del ramo sportivo, sarà sgravato da gran parte dei debiti.

Pietro Sciotto
L’ex presidente del Messina Pietro Sciotto (foto Paolo Furrer)

È il caso delle anticipazioni di cassa effettuate dai soci dell’Acr Messina (800mila euro), versati in gran parte dalla famiglia Sciotto e in quota minore (110mila euro) da Aad Invest Group. Fra i debitori chirografari, e quindi non privilegiati come i tesserati, anche i fornitori, che avanzano circa 400mila euro. Agenzie di viaggio, società di ticketing e trasporti su gommato, alberghi, centri medici e fisioterapici, club sportivi, attività della ristorazione e del beverage, procuratori, consulenti tributari e la società che noleggiò i led collocati a bordo campo. Di tutto questo continueranno a rispondere gli attuali soci.

Il nodo è legato invece ai debiti sportivi, che dovranno essere onorati dagli eventuali acquirenti. È il caso dell’ultima mensilità di giugno 2025 dovuta ai vecchi tesserati, il cui mancato saldo costerà una nuova penalizzazione. Chi subentrerà dovrà regolarizzare questa posizione. La curatrice ha chiesto il rinvio delle gare con Gela e Acireale e certezze su ulteriori passività pregresse, tuttora non quantificabili.

Touré
Touré ha firmato un gran gol a San Cataldo (foto Franco Raffa)

Al compratore dovrebbe essere richiesta una fideiussione a garanzia e le somme rappresenterebbero di fatto già una base d’asta. È chiaro che questa “eredità”, in aggiunta alle risorse che sarà necessario investire per risalire la classifica, potrebbe allontanare i potenziali acquirenti. “C’è una montagna da scalare”, per utilizzare le parole di vice-allenatore Giuseppe Savanarola. Per salvare il Messina occorrerà insomma un’adeguata disponibilità economica.

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