Di Napoli: “Non meritavamo di perdere. Mancano 20 punti alla salvezza”

Di NapoliDi Napoli ha provato invano a scuotere i suoi a Catanzaro (foto Paolo Furrer)

La seconda sconfitta stagionale è maturata per il Messina a Catanzaro al termine di una prova decisamente sottotono. Il tecnico giallorosso Arturo Di Napoli comincia così la sua disamina in sala stampa: “La mia squadra alla lunga non meritava di perdere, però queste partite vanno affrontate con lo spirito giusto e bisogna che ognuno trovi le motivazioni dentro di sè. Il nostro campionato è questo, lo sapevamo sin dall’inizio, ci sarà da soffrire. Non ci siamo esaltati per il secondo posto e non ci abbattiamo ora dopo questa sconfitta. Andiamo avanti, consapevoli che dobbiamo incamerare altri 20-22 punti per la salvezza che è il nostro obiettivo e questo continuo a ripeterlo”.

Arturo Di Napoli

Le indicazioni di Re Artù dalla panchina

A spezzare l’equilibrio la rete di Moi sugli sviluppi di un corner. Una disattenzione fatale. “Chi vince ha sempre ragione, ma un episodio, su palla da fermo, ha cambiato la partita, in quanto non c’è stato un Catanzaro davvero pericoloso. Il gol ha fatto la differenza, ma non ci hanno assolutamente schiacciato. Il nostro problema è stato non essere cattivi per cercare di avere qualche occasione in più. Dobbiamo migliorare e c’è la consapevolezza di dover crescere. Le assenze? Non parlo mai di questo aspetto, non sarebbe rispettoso per gli altri, anche perchè abbiamo 23 ragazzi validi in rosa. Tuttavia cinque giocatori titolari fuori pesano, ma non devono costituire un alibi. Il Catanzaro ha disputato la partita che doveva fare, noi non siamo stati cattivi come dovevamo. Non è una questione derivante dall’assenza della preparazione estiva. Capita di giocare buone partite e poi altre sottotono, ma è la convinzione a fare sempre la differenza”.

L'ingresso in campo di Catanzaro e Messina

L’ingresso in campo di Catanzaro e Messina

La presenza dal 1′ di Barilaro al posto di Frabotta sulla corsia destra di difesa è stata l’unica reale sorpresa di formazione, alla luce delle tante scelte obbligate per via delle numerose assenze. “Durante la settimana guardo il giocatore che si allena a mille all’ora pur non essendo in quel momento un titolare, invece non mi piace chi abbassa i ritmi. Ora abbiamo quattro partite da qui alla sosta che ci diranno che tipo di campionato dobbiamo fare. Ricordiamoci che siamo ripartiti in estate dalle macerie ed oggi siamo discretamente distanti dalla zona playout. Va bene così”.

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