Nelle prossime settimane sarà chiaro se il Messina supererà indenne l’udienza fallimentare del 10 giugno e la retrocessione dalla C ma di certo i controlli saranno più stringenti rispetto al passato anche tra i Dilettanti, dove si continuerà ad investire sui giovani e si dovrebbe presto andare incontro a chi perde la promozione per una manciata di punti. Per iscriversi in D anche nel 2025/26 verrà richiesta una tassa d’iscrizione da 21.500 euro e una fideiussione bancaria da 31.000.

La conferma ci arriva direttamente dal Coordinatore del Dipartimento Interregionale Luigi Barbiero, con cui abbiamo fatto il punto sullo stato di salute della quarta serie nazionale. “Entro la fine della prossima settimana o all’inizio della successiva, quindi ai primi di giugno, ufficializzeremo tutti i parametri richiesti. Abbiamo temporeggiato perché lunedì 26 maggio è in programma il Consiglio Federale, che potrebbe riservare novità da recepire. Non prevediamo comunque di aumentare la quota della fideiussione, come ha fatto la C”.
In Lega Pro si è passati infatti da 350mila a 700mila euro necessari, per far fronte a casi limite come Taranto e Turris, estromesse in anticipo, mentre Messina e Lucchese non hanno onorato gli ultimi versamenti. In D nel girone I la corsa salvezza è stata falsata dal ritiro dell’Akragas, con il Sant’Agata che ha perso sei punti conquistati sul campo e poi anche la categoria. Tanto che anche la Lnd prevede importanti novità: “Abbiamo deciso di introdurre controlli scadenzati e sanzioni, che in passato non c’erano. Chi non depositava le liberatorie fin qui non aveva reali conseguenze, era necessario intervenire”.

C’è poi il paradosso legato ai playoff che danno soltanto una remota possibilità di ripescaggio. Un anno fa il Siracusa venne battuto dal lanciatissimo Trapani di Antonini e vanificò grandi investimenti. Quest’anno la Reggina, nonostante tredici vittorie consecutive, ha perso la C per un punto rispetto agli aretusei: “È un problema anche chi non sale per tre o cinque punti. Viene stilata soltanto una graduatoria meritocratica per i ripescaggi. Lavoriamo da tempo su un’altra idea, che proveremo a realizzare chiaramente per il campionato successivo e non per quello che è ormai alle porte”.
Si è parlato infatti di una riduzione dei gironi di D da nove a otto, con la nona e ultima promozione che verrebbe assegnata alla vincitrice di un playoff allargato, un po’ come accade in Lega Pro. Barbiero resta comunque cauto sui dettagli: “Attendiamo di capire cosa farà la Lega Pro, soprattutto se verrà avviata una riforma del calcio professionistico di cui si parla da anni. Abbiamo già preannunciato una proposta in assemblea di Lega, dobbiamo verificarne la fattibilità con le società. I tempi non sono immediati, occorrono sette-otto mesi”.

Non è chiaro se a partecipare saranno quattro formazioni per girone, come accade oggi, quando però ci si ferma a semifinali e finale e poi ad una graduatoria delle migliori nove vincenti. Se i gironi scenderanno ad otto in corsa vi sarebbero ben 32 squadre? “Se i playoff garantiranno finalmente una promozione in C la formula sarà chiaramente differente e articolata, non basteranno certo soltanto due vittorie. Ma è molto prematuro parlarne, valuteremo prima la fattibilità del progetto”.
La D continuerà a puntare sugli under. Quest’anno era obbligatorio schierarne tre fra i titolari, un 2004, un 2005 e un 2006. Il montepremi da 115mila euro per girone ha dato nuova linfa al progetto “Giovani D valore” e l’Igea Virtus, seconda dietro soltanto alla Sancataldese, si è assicurata 30mila euro di bonus. “Se avessimo più fondi aumenterebbero ancora i premi. Ad ogni modo abbiamo sempre preferito la meritocrazia ai contributi a pioggia. Avere messo cinque premi per girone e non più tre è motivo di grande soddisfazione. Abbiamo avuto un riscontro oggettivo, portando al torneo di Viareggio ben 60 ragazzi del 2007, che giocavano stabilmente sotto età in campionato. È un bacino fondamentale per il futuro”.





