Dall’Oglio: “Per me è derby anche in casa. Il pensiero va a papà e a Salmeri”

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Per il milazzese Jacopo Dall’Oglio il derby con l’Igea Virtus non sarà una gara come le altre, a maggior ragione considerando la presenza in famiglia di tanti sportivi, compreso il fratello Maurizio, ex dirigente igeano. “È un derby anche in casa, ne abbiamo parlato. Ho grande rispetto per la società dell’Igea e Barcellona, perché lì ho tantissimi amici. Anche se dovessi segnare non cambierà nulla”. 

Marco Salmeri
La statua dedicata a Marco Salmeri nello stadio di Milazzo

I mamertini hanno esordito nella nuova categoria, in cui mancavano da quindici anni, destando ottime sensazioni sia in Coppa Italia che in campionato, sul campo della Nissa: “Un avvio molto positivo, sul campo di una squadra destinata a lottare per il vertice. Una conferma che l’ottimo lavoro svolto in ritiro sta pagando. Vogliamo portare tanta gente al campo e divertici, deve essere una stagione positiva”. 

Una sfida che pesa di più della precedente sfida persa sul neutro di Sant’Agata: “La Coppa lascia il tempo che trova, il derby in campionato invece conta maggiormente. Non si giocava a Milazzo e c’erano molti meno tifosi. Ora saremo nello stadio intitolato a Marco Salmeri, a cui ho dedicato il mio primo gol in B. Spero di dedicargli tanto altro, a lui e a mio papà Ernesto”. 

Ernesto Dall'Oglio
Ernesto Dall’Oglio era preparatore dei portieri del Milazzo

L’esordio casalingo, in uno stadio appena messo a norma, arriva quindi nella sfida più sentita: “Sicuramente ci sono aspettative importanti. La squadra rispetto all’anno scorso è molto rinnovata e il pubblico dopo la promozione si aspetta un livello più alto. È una gara difficile perché l’Igea è un’ottima squadra, costruita per le prime posizioni, a ridosso di chi lotta per salire. Noi comunque abbiamo qualità. Penso all’ex Stefano Currò, che ha ottimi inserimenti e ricorda me come mezzala da giovane”.

Dall’Oglio spera di acquisire presto la forma migliore: “Mi sono allenato tutta l’estate perché speravo di firmare con il Milazzo e farmi trovare pronto in ritiro. Dopo una settimana mi sono stirato, sono rientrato il 3 settembre e sono a disposizione dopo la mezzora con la Nissa. Ancora non sono al cento per cento ma lavoro per farcela”. 

Jacopo Dall'Oglio
Jacopo Dall’Oglio è tornato nella sua Milazzo

L’obiettivo è trovare la continuità smarrita negli ultimi anni tra Avellino e Reggio Calabria: “Ho firmato qui per avere maggiore serenità e dedicarmi soltanto al calcio. L’anno scorso viaggiavo ed era sicuramente più stancante che giocare nella propria città. Sono tranquillo e, anche se le difficoltà nel calcio non mancano mai, spero di mettere a disposizione del gruppo la mia esperienza”.

La serie D richiede un grande impegno fisico e non valorizza gli elementi più dotati a livello tecnico-tattico: “In questo campionato ci sono tanta corsa, agonismo e seconde palle, meno tecnica. Nissa e Reggina, costruite per salire, sono andate già in difficoltà. Chi scende da categorie superiori è abituato a campi e palloni migliori e mentalmente rischi di abbassare un po’ la tensione. Non è la D di qualche anno fa, il professionismo è distante ma il livello resta tosto”.

Jacopo Dall'Oglio
Jacopo Dall’Oglio con la maglia del Brescia

In carriera tante esperienze importanti, in Sicilia, a Catania, ma anche al nord: “Ho sempre fatto parte di grandi club e sono state tutte esperienze importanti, come la promozione in serie B con il Palermo. Sono in contatto con tanti ex compagni e in settimana ho fatto gli auguri di compleanno a mister Baldini. Porto nel cuore il salto in serie A con il Brescia e mi dispiace per com’è finita, il club non merita questo epilogo. Cellino? Con me non si è comportato benissimo, è un presidente abbastanza particolare e scaramantico: ha appena dichiarato che non avrebbe dovuto comprare il club perché è stato fondato il 17 luglio…”. 

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