Dal 6 all’8 ottobre andrà in scena lo spettacolo “Esterniscespiriani”

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Dal 6 all’8 ottobre andrà in scena lo spettacolo “Esterniscespiriani” presso la Chiesa di Santa Maria della Valle detta La Badiazza Villaggio Scala Ritiro.

La locandina di "Esterscespiriani"

La locandina di “Esterscespiriani”

“Esterniscespiriani” è stato ideato da Alfonso Santagata, che ne cura la regia, per una produzione EAR Teatro Vittorio Emanuele di Messina, con in scena la Compagnia Katzenmacher. Sul palco reciteranno Daria Panettieri, Massimiliano Poli, Alfonso Santagata, Tommaso Taddei, Antonio Alverio, Giovanni Boncoddo, Manuela Ventura, Monia Alfieri, Adriana Mangano, Dario Delfino, Orazio Berenato, Cristiana Ioli e Roberta Trovatello. La trama si focalizza in un cimitero dove Calibano è il dirigente responsabile. Calibano comanda tutti e protegge il cimitero come fosse la sua isola e di Ariel non si fida. Dalle note di regia si legge: “Tutto è già accaduto e cioè conflitti, sentimenti, emozioni; restano solo sapori e colori con l’ultimo canto che si ripete all’infinito. Il teatro ha la capacità di inventare le ‘creature eterne’ come Otello, Amleto, Riccardo, Lear, Desdemona, Ofelia; miti che consegnano la loro sfida agli uomini, alla natura e agli déi. Non moriranno mai, basta evocarli per farli tornare; nessuno ha il potere di ucciderli, di annientarli. Le creature evocate si prendono delle libertà, altre strade da quelle che hanno praticato nella vita, come se l’Ade avesse mutato il loro carattere. Assumono ora il linguaggio dell’eroe tragico, portandolo a dimensioni gigantesche, titaniche, che rendono le loro cadute clamorose e memorabili. La risalita alla luce produce mescolanza di tragico e comico, ricca di contraddizioni e ironie che hanno dato origine al teatro dell’assurdo. Non esistono barriere tra reale e fantastico, tra menzogna e verità, tra spirito e corpo, tra razionale e irrazionale, tutto è sullo stesso piano, poesia e follia si fronteggiano. La follia è spinta da una visione deformata della realtà, è capace tanto di minarla quanto di edificarla … Il vento prende il sopravvento…”.

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