Costantino promosso in Nazionale: “Inseguiremo l’Europeo. Fiero del mio lavoro”

Giovanni CostantinoIl messinese Giovanni Costantino ha chiuso al terzo posto il campionato slovacco con il Dac

Nonostante le difficoltà degli ultimi anni e l’incertezza legata al futuro, il calcio messinese esulta per uno dei suoi figli. Il 33enne tecnico Giovanni Costantino fa parte infatti dello staff di Marco Rossi, appena nominato nuovo Ct della Nazionale ungherese, in vista di Euro 2020. Il giovane allenatore peloritano ha già affiancato l’ex difensore della Sampdoria in qualità di collaboratore, svolgendo le mansioni di match analyst, nelle esperienze alla guida di Honved Budapest – laureatosi campione d’Ungheria nel 2016/2017 – e DAC Dunajská Streda in Slovacchia.

Giovanni Costantino esulta con l’Honved per il titolo ungherese

Ovvia l’emozione per una nuova avventura alle porte. “Rossi mi ha dato una grande opportunità e chiaramente e gli sono molto grato, sia sotto l’aspetto umano che professionale. Credo che lavorare con una Nazionale sia lo stimolo massimo per un allenatore e farlo con una formazione storica come quella ungherese sia un motivo d’orgoglio. Euro 2020 avrà tra le sedi anche Budapest, quindi la Federazione vuole chiaramente provare a centrare la qualificazione. Non sarà facile ma, dopo i miracoli delle ultime due stagioni, punteremo al terzo”.

Hai preferito presto la panchina al campo. “Ho sempre avuto la passione per il calcio. Ricordo che alla fine degli anni ’80 mio padre mi portava al “Celeste” a vedere le partite del Messina e dunque da lì ho iniziato il mio cammino in questo fantastico mondo. Ho appeso presto gli scarpini al chiodo, dopo aver militato per qualche stagione in una società dilettantistica. Non volevo più giocare, mi sono avvicinato al mondo degli allenatori e pian piano sono diventato un professionista. 

Giovanni Costantino

Giovanni Costantino tra il ghiaccio ed un campo in miniatura per le indicazioni tattiche in Finlandia

Immediato il grande salto, dal nostro caldo al freddo del Nord Europa. “Ho avuto la prima esperienza in Finlandia, allenando per due anni e mezzo squadre giovanili e per sei mesi una squadra femminile in Serie A. Non è stato facile entrare a contatto con una cultura diversa e con uno stile di vita a cui non ero affatto abituato. Tuttavia sono convinto che con la pazienza e il lavoro si può sempre arrivare ad ottimi risultati. Poi sono andato in Ungheria, all’Honved. Arrivai insieme all’ex barese Davide Lanzafame, che ha dato un contributo importantissimo alla causa. Abbiamo lavorato senza sosta, costruendo il nostro titolo giornata dopo giornata. Partivamo da una base solidissima, quella costruita da mister Marco Rossi nei precedenti quattro anni. Siamo stati bravi a perfezionare i dettagli del nostro gioco, riuscendo ad avere la meglio su tutti gli altri’’. 

Giovanni Costantino

Giovanni Costantino esulta con la Coppa del campionato ungherese

La tua giovane età si è rivelata un problema o ti è servita da incentivo? “Quando non hai esperienze da calciatore ad alto livello devi soltanto dimostrare. Devi sempre scontrarti con chi ha dei pregiudizi e non ti ritiene all’altezza, ma tuttavia è difficile che io ascolti tutto quello che accade intorno a me. Sento tanta pressione addosso a me poiché mi pongo costantemente l’obiettivo di fare meglio di quanto fatto in precedenza. Se adesso in Bundesliga ci sono due allenatori giovanissimi che hanno compiuto un lavoro straordinario, probabilmente non vuol dire che per fare l’allenatore bisogna per forza aver giocato a calcio o avere tanta esperienza. Sicuramente questi possono essere dei fattori, ma certe cose a livello tecnico vengono fuori subito se possiedi le giuste potenzialità’’. 

Sacchi e Sarri hanno fatto una carriera straordinaria nonostante non abbiano mai giocato ad alti livelli, pensi di poter seguire le loro orme?
“Impossibile (ride, ndr). Non ho obiettivi a lungo termine, dunque non so dove potrò trovarmi tra dieci o vent’anni. Voglio fare bene anno per anno e per questo lavoro di partita in partita, di allenamento in allenamento. Non mi importa la categoria o la squadra che mi viene affidata, perché metto in campo sempre la stessa passione e serietà, che sia la serie A o un campionato giovanile. Mi piace identificarmi in ogni club, capendo bene la cultura, la storia e anche il modo di vivere il calcio’’. 

Giovanni Costantino nello staff di Marco Rossi all’FC Dac

Dopo Finlandia ed Ungheria è arrivata l’occasione in Slovacchia. Un’avventura, con il DAC, che si è conclusa nel migliore dei modi, con la qualificazione all’Europa League. Il tuo bilancio personale?
“Sicuramente partivo da una base diversa rispetto a quella dell’Honved Budapest. La squadra doveva passare da un gioco orizzontale ad un gioco verticale, dunque sono stato catapultato in un mondo completamente opposto. Considerando il nostro punto di partenza posso ritenermi molto soddisfatto. Abbiamo disputato la prima amichevole con il Red Bull Salisburgo e da lì è partita la nostra fantastica stagione, la migliore nella storia del DAC in 114 anni. Ovviamente mi avrebbe fatto piacere arrivare in cima ma al momento mi godo il gradino più basso del podio’’. 

Giovanni Costantino

Giovanni Costantino esulta con i giocatori dell’Honved

Come può ripartire, invece, il calcio messinese?
“Il calcio messinese deve ripartire da una solida base economica, con i soggetti giusti collocati al posto giusto. L’organizzazione societaria deve fare sicuramente passi in avanti, soprattutto per quanto riguarda i centri sportivi, dato che in città abbiamo già due ottimi impianti di gioco. Una squadra come il Messina non può più permettersi di allenarsi in terreni poco attrezzati, dunque secondo me serve un progetto di risanamento importante per questa storica società’’.

Giovanni Costantino

Giovanni Costantino ha conquistato tre titoli giovanili alla guida del Futura

In che modo il calcio femminile può fare dei passi avanti anche in Italia?
“Penso che in Italia non ci sia ancora la mentalità giusta per seguire a livelli importanti il calcio femminile. Purtroppo nel nostro paese non ha grande visibilità da parte dei media e soprattutto non ha grande seguito perché non possiede la stessa storia del calcio maschile. L’unico modo per crescere ed andare avanti potrebbe nascere dall’idea delle grandi società maschili di creare società anche a livello femminile, come hanno fatto Juventus e Milan. Ovviamente i media devono fare anche la loro parte, dando molto più spazio ad incontri disputati tra squadre composte interamente da donne. La qualità del gioco deve certamente aumentare, creando i presupposti giusti per un ottimo spettacolo a spettatori e tifosi’’. 

Giovanni Costantino

Giovanni Costantino ai 50 anni dell’AIAC di Messina

L’Italia del calcio è reduce dalla mancata qualificazione ai Mondiali di Russia, un autentico fallimento. In che modo bisogna ripartire?
“Il fallimento dell’Italia contro la Svezia non è maturato soltanto per le colpe dell’ex ct Ventura. Purtroppo stiamo vivendo una generazione priva di veri talenti, salvo ovviamente qualche eccezione. È un periodo difficile, la qualità dei calciatori è nettamente calata rispetto a quindici o vent’anni fa, dunque qualsiasi allenatore avrà molte difficoltà. Bisogna lavorare tanto sui settori giovanili dato che il gap con le altre nazionali è davvero notevole. Se questo lavoro non verrà svolto in tempi rapidi, difficilmente la nostra Nazionale rivedrà la luce’’.

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Filippo D'Angelo

Filippo D'Angelo

Passione sfrenata per il calcio ed il giornalismo. Sogna di diventare telecronista sportivo e nel frattempo è voce di un programma radio e firma di più testate online

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