Nel volto sognante ma sereno di Serge Cess c’è tutto il momento dell’Igea Virtus e di una piazza che sta sognando a occhi aperti. L’attestato di squadra candidata alla vittoria del campionato i ragazzi di Sasà Marra se lo stanno guadagnando sul campo. Battendo il Savoia per 1-0 nello scontro diretto del “D’Alcontres-Barone” si sono garantiti infatti il primo posto, scavalcando proprio i campani.

Un successo in cui ha messo la propria firma anche l’ivoriano classe 1997, grazie all’assist per il gol decisivo di Cicirello a coronamento di una prestazione maiuscola, l’ennesima stagionale, di qualità e quantità. Cess in D vanta già oltre 160 presenze, 16 gol e 8 assist. Ai microfoni dell’ufficio stampa l’ex Ragusa ammette che la vittoria ha aumentato la consapevolezza all’interno di un gruppo che non si trova lassù per caso.
“È stato importante vincere in casa, ci tenevamo a ottenere i tre punti davanti al nostro pubblico. Quando giochiamo al “D’Alcontres” c’è una città intera che mostra grande affetto e ci spinge e diamo sempre qualcosa in più. La squadra viene prima di tutto perché se si gioca bene insieme il singolo poi risponde. Nel primo tempo volevamo contenere il Savoia, che non è lassù per caso. Nella ripresa abbiamo spinto di più, cercando di fare prevalere il fattore campo, e ci siamo riusciti”.

Dopo aver violato il “Granillo” di Reggio Calabria, l’Igea è attesa in un altro stadio importante. All’orizzonte c’è la sfida del “Franco Scoglio” contro l’Acr Messina e Cess è pronto a mettere a disposizione la propria duttilità tattica al servizio della causa igeana: “Il mister è contento di me, so ricoprire più ruoli e mi fa piacere, anche se non è facile. Dal girone di ritorno inizierà un altro campionato, dobbiamo pensare soltanto all’avversario della domenica e dare il massimo. Fare assist mi piace, scegliere quando e come fare l’ultimo passaggio non è mai semplice ed è un particolare su cui lavoro tanto in allenamento”.
Il rapporto tra Cess e il mondo giallorosso è ormai solido: “La piazza la conoscevo, ho trovato una famiglia sia dentro che fuori lo spogliatoio. È importante per un ragazzo come me che viene da un paese lontano: sono sereno e credo si veda in campo. È giusto sognare ma al tempo stesso si devono avere i piedi per terra perché mancano tante partite. Io non ho mai vinto un campionato di serie D e vorrei farlo qui. Sto crescendo accanto a giocatori come Calafiore, Squillace e Cicirello. I giovani cerchiamo di aiutarli perché capiamo la loro posizione, puntiamo sulla loro crescita e a fargli giocare partite di qualità”.





