Cesare Cremonini infiamma Messina con i suoi successi nel ricordo di 25 anni fa

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“Messina, abbracciami”. Cesare Cremonini ha infiammato lo stadio “Franco Scoglio”, regalando ai 40.000 fans una serata dalle intense emozioni. Dal 2000 al 2025: un viaggio incredibile per ritornare nella terra dove tutto ebbe ufficialmente inizio. Il cantautore bolognese si è esibito per la prima volta in carriera nella città dello Stretto, ricordando quando da frontman dei Lùnapop, ancora giovanissimo e sbarbatello, aveva esordito nei live proprio in provincia di Messina, a Capo d’Orlando, davanti a pochi spettatori. Nulla che potesse far presagire lo straordinario successo che avrebbe ottenuto da solista, tale da portarlo a riempire gli stadi, su e giù per l’Italia, diventando l’idolo di intere generazioni.

Cremonini sul palco del “Franco Scoglio” (foto Paolo Furrer)

Adesso è il tempo della maturità e della piena consapevolezza di aver costruito “qualcosa di grande”: “La mia storia è iniziata proprio dalla Sicilia – sottolinea Cremonini – torno qui dopo 25 anni. Volevamo portarvi nei luoghi dove siamo stati, deserto dopo deserto, città dopo città, canzone dopo canzone, perché tutto quello che abbiamo vissuto in questi 25 anni è diventata musica. Messina abbracciami, sognate con me. Non voglio più stare senza la Sicilia”.

I giochi di luce nel concerto di Cremonini (foto Paolo Furrer)

Al centro del “Cremonini Live 25” c’è il percorso personale dell’artista, incorporando paesaggi, esplorazione e scoperte. Nel 2022, infatti, attraversò da solo tutta l’America fino a raggiungere il sogno delle aurore boreali nel Circolo Polare Artico in Alaska. Queste immagini sono state trasformate, istante per istante, in simboli, connessioni artistiche, idee che sono diventate prima canzoni e ora un progetto live visionario e innovativo. Un evento prodotto da Live Nation, con l’organizzazione locale a cura del compianto Carmelo Costa e di Nuccio La Ferlita e con la realizzazione esecutiva di Puntoeacapo Srl e Musica da Bere Srl., patrocinato dal Comune di Messina, guidato dal Sindaco Federico Basile e dall’Assessore agli Spettacoli e ai Grandi Eventi Cittadini, Massimo Finocchiaro.

La scenografia tra paesaggi suggestivi (foto Paolo Furrer)

In questo nuovo tour, Cremonini ha voluto al suo fianco la band storica che lo segue ormai da vent’anni, con alcuni innesti importantissimi. La tappa messinese – due ore e mezza di concerto, tutto d’un fiato – tra registri romantici, personali e rock, per uno show emotivamente potentissimo anche grazie al coinvolgimento di otto performer, si è aperta con “Alaska Baby”, brano che ha dato il nome all’album più recente. “Dicono di me”, “PadreMadre”, “Il Comico (Sai che risate)”, hanno preceduto “La ragazza del futuro”, “Ora che non ho più te”, hit in cima alle classifiche negli ultimi mesi e “La nuova stella di Broadway”, la “scommessa d’amore” che fa sognare tutti.

Lo striscione dedicato a Cremonini (foto Paolo Furrer)

Una carriera lunga venticinque anni, costellata di successi e brani ormai “classici”, veri e propri inni generazionali. Alternandosi tra chitarra, fisarmonica e piano, Cremonini ha mostrato di continuo le sue mille sfaccettature. “Venticinque anni fa a Capo d’Orlando, in un campo sportivo, tenni il mio primo concerto e ad esso mi legano ricordi indelebili. Vedo in proposito un bellissimo striscione (“2000 Capo d’Orlando, 2025 Messina. Bentornato cantante”) e per questo vi ringrazio. Ho pensato sempre a quando sarei tornato in Sicilia, in uno stadio, dopo aver suonato per la prima volta a Capo d’Orlando ed eccomi qui”. L’omaggio con “Vorrei”, che ha interpretato magistralmente al pianoforte, accompagnato dal coro del pubblico, è stato il miglior modo per rievocare quell’esperienza: “Quanti di voi c’erano quel giorno? Allora siamo cresciuti insieme”.

Cremonini si esibisce a Messina (foto Paolo Furrer)

Proseguendo tra “Mondo”, “Logico”, “Aurore Boreali” e “Figlio di un re”, con cambi di look improvvisi, dalla giacca in pelle alle paillettes (lanciandosi anche in uno striptease), fino all’esaltante parte conclusiva, un corollario del Cremonini-pensiero. Da “San Luca” all’intramontabile “50 Special”, perché “quanto è bello andare in giro per i colli bolognesi …”, a “Marmellata #25” (“Ah, da quando Senna non corre più… Ah, da quando Baggio non gioca più…), “Poetica”, adottata ormai dal Bologna come inno aggiuntivo della squadra, “Nessuno vuole essere Robin” e quindi i saluti finali, augurando a tutti “Un giorno migliore”.

Cesare Cremonini saluta Messina (foto Paolo Furrer)

Il pubblico di Messina (proveniente dalla città ma anche dall’intera isola, dalla vicina Calabria e da altre parti d’Italia) ha applaudito e cantato a squarciagola, travolto dall’energia contagiosa di Cremonini, tornando a casa con una certezza: non serviranno 25 anni per rivedere l’artista bolognese a queste latitudini. La sensazione è che già molto presto, per l’entusiasmo generale, possa tornare su quel palco e in una Sicilia che ha dimostrato di amare.

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