La centrale Benedetta Campagnolo è il decimo acquisto estivo dell’Akademia Sant’Anna, che ha totalmente rinnovato il suo organico. Dopo una carriera vissuta interamente al Nord, nella decisione di scegliere la Sicilia ha pesato anche la presenza in panchina di un tecnico abile nello scoprire e costruire talenti come Fabio Bonafede.

“L’allenatore è un elemento importante nel determinare una scelta. In questo caso l’ha influenzata molto. Il coach ha tantissima esperienza e tutti gli addetti ai lavori sostengono che, chi lavora con lui, cresce sempre. Ho 22 anni, ho bisogno di compiere un salto di qualità, ho ancora tanto margine. Avere un allenatore così può essere soltanto un fattore positivo”.
Benedetta considera le tappe precedenti del suo percorso pallavolistico tutte utili: “Ogni stagione, nel bene o nel male, mi ha insegnato qualcosa: a stare in squadra, in campo, a formarmi un carattere che vorrei portare a Messina perché costruito anche attraverso anni duri. Ora ho una personalità solida da impiegare in campo”.

Centrale con una consapevolezza definita nell’ultimo anno del settore giovanile, quando era a Busto Arsizio: “Ho capito quanto veramente apprezzassi il mio ruolo e quanto effettivamente mi appartenesse. Prima avevo sempre pensato che forse avrei preferito fare l’attaccante laterale, un ruolo che realizza più punti. Da quell’annata, invece, ho capito che il mio ruolo sarebbe stato quello di centrale. Potevo effettivamente costruirci sopra una carriera, se mi fossi concentrata e avessi lavorato bene”.
Un ruolo che Benedetta ora ama davvero: “Difficilmente fai trenta punti a partita, ma comunque la nostra presenza in campo è fondamentale per dare equilibrio al resto della squadra, soprattutto nelle fasi di muro. Quindi, dobbiamo sempre essere pulite, precise in quello che facciamo, in modo tale che il resto della squadra riesca a costruire il miglior sistema di difesa possibile. C’è una responsabilità, anche se chi non è perfettamente calato nel contesto pallavolistico può non capire. Io la sento e mi piace viverla”.

Ed è arrivata anche quella crescita necessaria per stare a proprio agio tra i professionisti: “Sotto l’aspetto tecnico, sicuramente mi sento cresciuta molto, ma in generale nello stare in campo, proprio nella gestione. A livello di fondamentali, invece, soprattutto a muro e in battuta. Quando ho cominciato tra i grandi, c’era una pressione diversa, atmosfere diverse, una richiesta differente da parte degli allenatori e, in questi anni, avendo cambiato molte società e tecnici, ho imparato anche a capire quello che mi viene chiesto, ad adattarmi il più velocemente possibile; magari mi mancava quando ero ancora molto giovane”.
Una Benedetta più razionalità che immaginazione ma già con delle attese: “Mi aspetto, innanzitutto, una grande crescita a livello tecnico e mentale che ti può garantire una società di questo tipo. E poi, credo che, con la squadra, si possano anche raggiungere dei obiettivi prestigiosi, togliendosi delle belle soddisfazioni”.

“Vorrei portare equilibrio e serenità, perché credo che una squadra che sta bene con la testa, riesca poi a girare in campo ed essere proficua – conclude la centrale di Cittadella –. In un contesto dove, invece, ci sono tensioni o troppa rigidità, si fa poi fatica ad esprimere il gioco. Quindi, spero di portare anche leggerezza”. Un messaggio per i tifosi che la vedranno presto al PalaRescifina: “Sono molto emozionata di conoscerli e altrettanto contenta. Non vedo l’ora di vederli tutti e sentire il calore del palazzetto di Messina”.





