Dopo la pausa obbligata dal rinvio del match con Fiorenzuola, l’Orlandina di coach Domenico Bolignano riparte alla volta di San Vendemiano. Il tecnico su Antenna del Mediterraneo m ha stilato una lunga analisi della prima parte di stagione: “La squadra è sensibilmente nuova e aveva bisogno di una fisiologica fase di rodaggio all’inizio. Ha affrontato l’avvio di stagione senza Simas Jasaitis e necessitava di trovare il giusto feeling attraverso il lavoro in palestra. Sono trascorse per noi tredici gare effettive, al netto dell’ultima pausa forzata”.

La squadra nell’ultimo mese ha compiuto grandi imprese in trasferte (su tutte a Treviglio e Montecatini), mostrando grandi progressi fisici e tecnici che confermano la bontà delle scelte estive operate. “Spicca la crescita esponenziale dell’ultimo periodo che ci consente di avere quattro punti in più rispetto allo scorso anno che ci ha visto arrivare in semifinale play-off. Stiamo giocando una buona pallacanestro. Sono contento che i ragazzi attraverso il lavoro siamo riusciti a operare un cambio deciso nelle prestazioni, mettendosi alle spalle le difficoltà iniziali originate probabilmente anche da una pre-season poco competitiva”.
Il tecnico reggino, che da tre stagioni sta portando in alto i colori biancoazzurri, vede nell’esperienza siciliana diversi paralleli con quella di Reggio Calabria. “Quando ho conosciuto il presidente Sindoni è scoccata subito la scintilla perché già identificavo Capo d’Orlando come la mia Reggio Calabria, ovvero una città piccola capace di rendersi artefice e protagonista di un miracolo sportivo ai massimi livelli cestistici. Sono arrivato dopo due retrocessioni sportive con l’obiettivo di ritrovare l’entusiasmo e provare a compiere un scalata. Ottenere i risultati per questa maglia è molto gratificante perché la società ha una storia trentennale e sta rinascendo. Il passato non si cancella ma miriamo a ripercorrere i fasti di una volta, consapevoli che l’Orlandina sta riscrivendo un nuovo ruolo in un campionato importante come la B Nazionale”.

C’è poi una chioccia d’eccezione per un grande gruppo: “Lo scorso anno avevamo giocatori di livello come Barattini ma Bertetti e Palermo ce li teniamo molto stretti mentre posso affermare come Jasaitis sia alla sua terza primavera. È un giocatore completamente diverso dallo scorso anno e dall’anno prima. È intelligente e offre sempre quel qualcosa che manca alla squadra, per lui non conta fare meglio o peggio ma come interpretare la stagione. Ovviamente parliamo di un cestista che ha qualità immense oltre a una capacità straordinaria di comprensione dei compagni”.





