Ha vissuto uno dei momenti storici più complicati per un club da sei mesi di fatto senza proprietà. Eppure Simone Banchieri, l’allenatore arrivato un po’ a sorpresa da lontano, è riuscito a scuotere la piazza, instaurando un grande legame con i tifosi e coronando una lunga rincorsa per raggiungere i playout, nonostante il -13 in classifica, tra la penalizzazione e le vittorie “cancellate” contro Taranto e Turris. Spareggi che poi non ha disputato dopo la scelta del club di imboccare altre strade, tra lo stupore generale.

La parentesi di Messina per il tecnico torinese resta però esaltante: “È stata un’esperienza unica e speciale, in una città bellissima, affascinante e magica grazie allo Stretto e ad una tifoseria incredibile. La gente è tornata al campo, dimostrandoci sempre un amore incredibile. Con il Latina avevamo iniziato con 4mila spettatori sugli spalti e contro l’Altamura erano quasi 10mila. Questo feeling con la gente è la medaglia più importante della mia carriera”.
Durante la sua gestione è migliorato il rendimento dei tanti riconfermati, da Krapikas a Luciani, capace di realizzare addirittura dieci reti in appena sette gare, da Petrucci a Garofalo. Ottimo anche l’impatto dei tanti nuovi, da Crimi a Dumbravanu, da Gelli a Gyamfi e Tordini, portati a Messina dal ds Domenico Roma: “Un cammino incredibile, in cui siamo stati felici e orgogliosi di rappresentare Messina in ogni campo. Peccato per i tredici punti sottratti, che si sono rivelati decisivi, ma non ci hanno condizionato sul rettangolo di gioco. Hicham Mifta e Simone Fossà, i miei collaboratori, hanno lavorato con me giorno e notte, e sono stati davvero determinanti”.

Banchieri rivendica quanto è stato costruito con il suo staff: “Abbiamo realizzato tre gol nelle sfide contro il Giugliano, l’Altamura e la Cavese. Nessuna squadra ci hai messo davvero sotto e abbiamo mostrato un’identità di gioco chiara, che ha prodotto tanti risultati. Questo è un altro aspetto di cui andrò sempre orgoglioso”.
L’ex Novara è un fiume in piena e tiene a ringraziare i tanti compagni di avventura: “Per l’incredibile applicazione la signora Rita, che ci faceva trovare tutto apposto ogni giorno. Giovanni Cirino, Nino Pollara e l’autista del pullman Peppe, che ci ha accompagnato ovunque. Il team manager Luca Paolucci, lo slo Maurizio Mantineo, i dottori Francesco Mento e Antonino Puglisi, il fisioterapista Tita Gallo”.

Anche con la squadra il legame è rimasto immutato: “I risultati e le prestazioni hanno cementato il nostro rapporto, alcuni sono venuti a trovarmi a Torino. Con Crimi abbiamo pranzato qui assieme. Ci sentiamo spesso con Luciani, Tordini, Dell’Aquila e Petrucci. Anche con Gelli e Dumbravanu c’è un rapporto che va oltre il calcio e ne dimentico sicuramente qualcuno”.
L’attualità è da decifrare, con la città che rischia di ripartire dalla serie D o addirittura con più squadre dall’Eccellenza: “Messina è una piazza che auspico torni dove merita, in B o in A. Perfino la C va stretta ai tifosi e al popolo giallorosso, a cui abbiamo cercato di ricambiare l’amore che ha sempre mostrato per la squadra, in casa e fuori. È nato tutto dopo il pareggio con la Casertana, quando ho attraversato lo Stretto per la prima volta”.

L’epilogo amaro non cancella giorni davvero intensi: “Avrei voluto riattraversarlo dopo la salvezza sul campo, per festeggiare con la gente di Messina. È un film che sogno ancora oggi di vivere ma non è stato possibile provarci. Rimane il legame con questa gente e tante persone signorili che non ho trovato altrove. Messina è stata una seconda casa, siamo stati davvero bene: la qualità del tempo e quello che fai rimangono. Sono stati mesi bellissimi, che non dimenticherò mai e resteranno nel cuore finché vivrò”.
Banchieri è appena tornato in riva allo Stretto e potrebbe farlo ancora: “Mi hanno invitato al concerto di Vasco Rossi, che ho seguito dal vivo. In molti mi hanno fermato, come se fossimo davvero persone di famiglia. Gesti che mi gratificano come la vittoria di un campionato. Mia moglie Manuela e i miei figli Gianmarco e Allegra vorrebbero prendere casa in città, tale è l’amore che hanno percepito…”.

Il futuro di Banchieri potrebbe essere ancora in C anche se è sfumata un’ipotesi suggestiva, sulla panchina di una delle protagoniste del girone: “Ho parlato con il Benevento. Grazie al lavoro svolto a Messina ho avuto questa chiamata ma alla fine hanno deciso di non cambiare allenatore (il presidente Vigorito ha riconfermato Auteri, ndr). Aspetto una buona opportunità, competitiva. Cerco le condizioni idonee per ripartire”.





