In Ateneo in ricordo della strage di Capaci

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Lo scorso 23 maggio, giorno della legalità contro la mafia, si è svolta presso il Rettorato dell’Università di Messina una manifestazione dal titolo “I giovani e la lotta alla mafia. In ricordo di Giovanni Falcone”. L’evento ha coinvolto gli studenti universitari e degli istituti di istruzione secondaria insieme all’Ateneo, che ha voluto riaffermare il proprio impegno sul fronte della cultura della legalità e della lotta ai fenomeni criminali. Il convegno è stato organizzato dal Centro Studi e Ricerche sulla Criminalità Mafiosa e sui Fenomeni di Corruzione Politico-Amministrativa, in collaborazione con il Centro di Orientamento e Placement. Inizialmente, nell’atrio dell’Ateneo, i partecipanti hanno potuto visionare una mostra fotografica sul fenomeno mafioso, mostra a cura di tutte le associazioni studentesche universitarie.

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Gli studenti durante la mostra fotografica

Successivamente si è svolto un seminario, che ha visto gli interventi del Rettore Pietro Navarra, del Presidente del Centro Studi Giovanni Moschella e del prof. Luigi Chiara (Direttore del Centro). In particolare sono state introdotte importanti testimonianze, come quelle del Procuratore della Repubblica di Barcellona P.G. Emanuele Crescenti, del Presidente del Tribunale di Messina Antonino Totaro e del Procuratore Generale presso la Corte d’Appello di Messina Giovanni D’Angelo. Il Rettore ha inoltre sottolineato come sia importante trattare questa tematica all’interno dell’Università e come, atenei e scuole possono contribuire alla lotta alla mafia tramite il valore delle regole e il valore del merito. Il prof. Moschella ha dichiarato: “Questa iniziativa del Centro Studi sulla criminalità è stata rivolta agli studenti delle università e delle scuole perché bisogna formare la coscienza civile e il senso dello Stato delle nuove generazioni e lo si può fare attraverso la capacità propria degli atenei di fornire ai giovani gli strumenti di critica”. Successivamente il prof. Chiara ha espresso grande emozione per il frutto del lavoro delle associazioni studentesche, che ha voluto ringraziare per l’impegno profuso nell’allestimento della mostra. Il dott. Crescenti ha espresso soddisfazione per la diffusione dei temi legati alla cultura dell’antimafia all’interno dell’opinione pubblica, sottolineando come fino agli anni ’80 tali argomenti non venivano trattati. Il dott. Todaro ha focalizzato il suo intervento nel periodo storico in cui iniziò a maturare la strage di Capaci e della figura del giudice Falcone, sottolieneando alcune delle più importanti innovazioni che egli introdusse nella lotta alla mafia, grazie a delle intuizioni che hanno segnato una svolta nelle politiche di contrasto. S.E. dott. D’Angelo, raccontando alcuni dei contatti avuti con Giovanni Falcone, ne ha esaltato la figura anche sotto il profilo delle qualità umane. Si è poi soffermato sul lavoro di Falcone e sulla sua valenza che esso ha avuto nelle iniziative legislative antimafia poi maturate negli anni successivi. In particolare, ha ricordato come il giudice abbia incentrato la propria attenzione sui flussi economici che consentivano di ricostruire le dinamiche del fenomeno mafioso. Al termine del convegno è da mettere in evidenza l’intervento di Salvo Bertoncini, studente di Unime, che ha sottolineato il valore della cultura della legalità nei giovani soprattutto attraverso l’affermazione del merito.

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